{"id":2827,"date":"2018-11-03T12:41:50","date_gmt":"2018-11-03T11:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=2827"},"modified":"2019-10-15T13:23:02","modified_gmt":"2019-10-15T11:23:02","slug":"in-age-abitare-leta-fragile-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=2827","title":{"rendered":"in Age, abitare l\u2019et\u00e0 fragile."},"content":{"rendered":"<p>Con il progetto \u201cInclusive ageing in place \u2014 IN-AGE\u201d si \u00e8 avviata un\u2019attivit\u00e0 di studio biennale multidisciplinare attorno a un tema di grandissima attualit\u00e0: la condizione di fragilit\u00e0 dell\u2019anziano e i relativi rischi di isolamento sociale.<\/p>\n<p><strong>Il progetto \u00e8 sostenuto da Fondazione Cariplo (grant n\u00b0 2017\u20130941) e vedr\u00e0 coinvolte tre unit\u00e0 di ricerca: il Politecnico di Milano (con il Laboratorio di Politiche Sociali, Dipartimento di Architettura e di Studi Urbani \u2014 DAStU), l\u2019Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sugli anziani \u2014 INRCA di Ancona e l\u2019Universit\u00e0 Mediterranea di Reggio Calabria (con il Dipartimento di Architettura e Territorio \u2014 DArTe).<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto vedr\u00e0 inoltre la partecipazione di AUSER, Associazione per l\u2019invecchiamento attivo.Negli ultimi decenni l\u2019et\u00e0 media si \u00e8 di molto innalzata grazie alle migliorate condizioni di vita e ai progressi nel campo medico, determinando un marcato aumento di persone di et\u00e0 superiore ai 60 anni, che nel 2050 in Europa rappresenter\u00e0 il 35% della popolazione totale.<\/p>\n<p>All\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 media si accompagna, tuttavia , un incremento della fragilit\u00e0 nelle persone anziane che pi\u00f9 di altre vengono spesso affette da forme di disabilit\u00e0 e malattie croniche.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima considerazione pone l\u2019obbligo di assumere una nuova attenzione alla problematica dell\u2019invecchiamento \u2018inclusivo\u2019 e, in particolare ai rischi dell\u2019invecchiamento a casa propria. La prospettiva privilegiata dal progetto \u00e8 sul tema dell\u2019accessibilit\u00e0 o dell\u2019abbattimento delle barriere architettoniche come strategia per migliorare la qualit\u00e0 della vita e l\u2019inclusione sociale degli anziani fragili che vivono a domicilio.<\/p>\n<p>In passato i dibattiti su tale tema erano prevalentemente orientate ad affrontare il problema del \u201cdisabile\u201d (come antitesi al \u201cnormodotato\u201d o \u201cnormale\u201d), riferendosi a coloro che presentavano una riduzione delle funzioni motorie e\/o sensoriali, la cui \u201cicona\u201d veniva ricondotta alla persona costretta a muoversi in carrozzina, al cieco, al sordo muto, ecc. L\u2019evoluzione normativa e il diffondersi, negli ultimi anni, di una nuova cultura della progettazione inclusiva e dell\u2019<em>Universal Design<\/em>, conduce alla ridefinizione del concetto di disabilit\u00e0 che tende a considerare tutte le persone che, per motivi diversi, sia temporaneamente che permanentemente, hanno difficolt\u00e0 a svolgere una serie di azioni, anche a causa di limitazioni derivanti dall\u2019ambiente costruito. L\u2019estensione di tale concetto coinvolge come nuovi utenti tutte le persone anziane che, come detto prima, portano i segni del passare del tempo, con le derivanti riduzioni delle capacit\u00e0 fisiche e sensoriali, le quali vanno considerate, per l\u2019appunto, disabilitanti.<\/p>\n<p><strong>In tale quadro, finalit\u00e0 della ricerca \u201cIN-AGE\u201d \u00e8 proporre possibili azioni e strategie a sostegno del miglioramento della qualit\u00e0 della vita dell\u2019anziano fragile e di un invecchiamento pi\u00f9 sereno e sicuro nella propria abitazione.<\/strong><\/p>\n<p>La ricerca si baser\u00e0 sui dati risultanti dalle attivit\u00e0 di rilevamento e analisi che saranno condotte in tre contesti regionali (Lombardia, Marche, Calabria) fortemente differenti sotto il profilo sociale, economico e culturale. Le tre unit\u00e0 di ricerca coinvolte nel progetto opereranno in diverse realt\u00e0 urbane ed extra urbane dei rispettivi contesti geografici, individuando le condizioni degli abitanti pi\u00f9 anziani (over 75 anni) attraverso l\u2019analisi delle molteplici variabili che possono determinare emarginazione ed abbandono. Saranno poste a confronto le varie condizioni rilevate (diversit\u00e0 e analogie) e le specificit\u00e0 territoriali che contribuiscono alla differenziazione fra contesti locali e fra regioni.<\/p>\n<blockquote><p>A questo proposito, verr\u00e0 esaminato, in particolare, quanto incidano nei diversi contesti la presenza di reti famigliari e di vicinato e quanto queste svolgano azioni compensative di assistenza agli anziani rispetto all\u2019azione pubblica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo ruolo di supplenza pu\u00f2 avere un ruolo positivo per gli anziani, ma tuttavia pu\u00f2 anche implicare tutta una serie di conseguenze pi\u00f9 critiche se si pensa al carico di cura dei caregiver e alle limitazioni (spesso anche lavorative) che ne discendono. Inoltre, si porr\u00e0 particolare attenzione sui fattori di tipo ambientale per verificare l\u2019adeguatezza degli spazi abitativi e dei relativi contesti urbani e territoriali di vita dell\u2019anziano. La finalit\u00e0 \u00e8 quella di individuare strategie di policy tese a definire adeguati livelli prestazionali e di comfort ambientale (alloggio, edificio, contesto) per poter vivere una vecchiaia serena, \u201cconnessa\u201d e sicura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il progetto \u201cInclusive ageing in place \u2014 IN-AGE\u201d si \u00e8 avviata un\u2019attivit\u00e0 di studio biennale multidisciplinare attorno a un tema di grandissima attualit\u00e0: la condizione di fragilit\u00e0 dell\u2019anziano e i relativi rischi di isolamento sociale. 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