{"id":2850,"date":"2019-07-02T23:22:50","date_gmt":"2019-07-02T21:22:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=2850"},"modified":"2019-10-15T23:31:51","modified_gmt":"2019-10-15T21:31:51","slug":"conferenza-transforming-care-il-cambiamento-delle-priorita-e-le-prospettive-per-le-politiche-della-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=2850","title":{"rendered":"Conferenza Transforming Care. Il cambiamento delle priorit\u00e0 e le prospettive per le politiche della cura"},"content":{"rendered":"<p><em>Costanzo Ranci e Marco Arlotti<\/em><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2851\" src=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_qO1s6FNzPhX-PpxkLnb-lQ.jpeg\" alt=\"\" width=\"756\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_qO1s6FNzPhX-PpxkLnb-lQ.jpeg 756w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_qO1s6FNzPhX-PpxkLnb-lQ-300x208.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 756px) 100vw, 756px\" \/><\/p>\n<p>Da luned\u00ec 24 a mercoled\u00ec 26 Giugno si \u00e8 tenuta a Copenhagen (Danimarca) la quarta edizione della Conferenza internazionale <strong>\u201cTransforming Care\u201d<\/strong>. La conferenza, organizzata dal <em>Danish Center for Social Science Research<\/em> in collaborazione con il <em>Laboratorio di Politica Sociale del Politecnico di Milano<\/em>, si tiene ogni due anni (l\u2019ultima edizione a Milano nel 2017) e si pone come obiettivo quello di riunire la comunit\u00e0 internazionale di studiosi che si occupano delle politiche della cura (infanzia, disabilit\u00e0, anziani), creando un\u2019occasione fondamentale di riflessione e confronto sulle principali questioni e le prospettive emergenti.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno il tema principale ha riguardato il \u201ccambiamento delle priorit\u00e0\u201d e come, tale cambiamento, risulta impattare sui principali destinatari delle politiche della cura (appunto, come detto, bambini, persone disabili e anziani)<\/p>\n<p>A questo proposito, vediamo alcuni dei \u201ccontenuti\u201d principali emersi a partire dai momenti collettivi di confronto (tre relazioni plenarie e una tavola rotonda) previsti all\u2019interno della conferenza.<\/p>\n<p><strong>Nella sessione plenaria di apertura<\/strong>, Bent Greve (Roskilde University) ha messo in evidenza in particolare come la prospettiva dell\u2019investimento sociale, il cd. <em>social investment<\/em> possa essere utilmente adottata anche nel campo delle politiche della cura per gli anziani (long-term care) per mettere in evidenza i possibili ritorni economici a lungo termine di un rinnovato investimento di risorse pubbliche in questo campo.<\/p>\n<p><strong>A seguire<\/strong>, nella seconda giornata di lavori <strong>la tavola rotonda<\/strong> dal titolo <em>\u201cAn agenda for research on care policy. Priorities and challenges for care policy in the next years\u201d<\/em> ha visto un confronto fra studiosi e rappresentanti di organizzazioni internazionali e di reti di stakeholder sociali sulle principali questioni emergenti e le sfide che si pongono sia per la ricerca scientifica che per gli interventi di policy da mettere in campo.<\/p>\n<p>A questo proposito si \u00e8 messo in evidenzia la necessit\u00e0 di affermare con forza la centralit\u00e0 e l\u2019importanza delle politiche per la cura, alla luce anche delle principali trasformazioni socio-demografiche in atto e delle prospettive future, in primis legate all\u2019invecchiamento della popolazione e alla crescente diffusione, nonostante l\u2019aumento dell\u2019aspettativa di vita in buona salute, delle demenze senili di cui tuttavia ancora si san ben poco in termini comparati fra paesi. Un altro tema importante ha riguardato la questione del \u201cvalore\u201d delle politiche di cura, e dei rischi fortemente connessi ad una visione unicamente \u201cschiacciata\u201d sui vincoli delle compatibilit\u00e0 macroeconomiche (efficienza e incidenza contenuta della spesa sul Pil). Una visione che, tuttavia, non tiene minimamente conto da un lato dei costi sociali che possono derivare da un\u2019inazione su questo campo di intervento, in termini di incremento della povert\u00e0, aumento delle disuguaglianze sociali e di genere; dall\u2019altro lato dell\u2019importanza che assume in questo ambito di il tema della \u201cqualit\u00e0\u201d degli interventi, a partire anche delle condizioni sostantive di chi \u00e8 impegnato a \u201cfornire\u201d cura (sia formalmente attraverso la partecipazione nel mercato del lavoro, sia informalmente come familiare\/parente ecc.).<\/p>\n<p><strong>Nella seconda plenaria<\/strong> (tenuta sempre marted\u00ec) Mary Daly (Universit\u00e0 di Oxford) ha ricostruito le principali sfide analitiche e concettuali che si pongono nello studio della cura, richiamando l\u2019attenzione alla necessit\u00e0 di approcci quanto pi\u00f9 multi-disciplinari a fronte della complessit\u00e0 dei processi di trasformazione in atto in questo campo di intervento, fra cui la progressiva ri-organizzazione dei rapporti fra le principali sfere di regolazione della cura (stato, mercato, famiglia), l\u2019accrescimento delle disuguaglianze sociali e di genere, la globalizzazione delle catene della cura fra paesi in via di sviluppo e paesi occidentali.<\/p>\n<p><strong>Infine la sessione plenaria conclusiva<\/strong> tenuta da Martin Knapp (LSE \u2014 London School of Economics) ha analizzato il potenziale contributo dell\u2019analisi economica per le decisioni di policy nel campo della cura degli anziani. L\u2019idea di fondo \u00e8 che l\u2019analisi costi-benefici possa contribuire a chiarire i costi associati agli impatti prevedibili di specifiche misure di policy, in modo da informare i policy maker non solo sui costi ma anche sulle opzioni esistenti. La demografia infatti non lascia tanto spazio ad opzioni politiche che prevedano solo tagli di spesa pubblica nel settore LTC: la spesa aumenter\u00e0 comunque e dunque ai decisori politici dovrebbe interessare soprattutto sapere quale rapporto esiste tra costi e risultati attesi.<\/p>\n<blockquote><p>Passando ai \u201cnumeri\u201d, l\u2019edizione 2019 della Transforming Care ha visto la partecipazione di ben 220 ricercatori, provenienti da ben 27 paesi, appartenenti sia all\u2019Europa, che al Nord e Sud America, per arrivare all\u2019Asia e all\u2019Australia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Anche un nutrito gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano coinvolti nel progetto IN-AGE hanno partecipato alla conferenza. Oltre ad essere coinvolti nella preparazione scientifica ed organizzativa della conferenza, il gruppo di lavoro ha presentato e discusso diversi papers, nonch\u00e9 ha coordinato due sessioni che hanno riscontrato un forte interesse sia dal punto di vista del numero di papers selezionati (e poi presentati), sia per quanto riguarda la partecipazione e il dibattito.<\/p>\n<p>In una di queste due sessioni si \u00e8 discusso proprio dei temi al centro del progetto IN-AGE, con la presentazione di sette papers di che hanno fornito importati stimoli di riflessione e confronto in un\u2019ottica internazionale sui temi dell\u2019invecchiamento a domicilio degli anziani fragili, sui rischi potenziali in termini di isolamento e abbandono, nonch\u00e9 sui processi di innovazione messi in atto per far fronte ad essi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costanzo Ranci e Marco Arlotti Da luned\u00ec 24 a mercoled\u00ec 26 Giugno si \u00e8 tenuta a Copenhagen (Danimarca) la quarta edizione della Conferenza internazionale \u201cTransforming Care\u201d. 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