{"id":2859,"date":"2019-06-06T23:40:37","date_gmt":"2019-06-06T21:40:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=2859"},"modified":"2019-10-15T23:45:04","modified_gmt":"2019-10-15T21:45:04","slug":"le-due-sfide-dellageing-society","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=2859","title":{"rendered":"Le due sfide dell\u2019ageing society"},"content":{"rendered":"<p><em>di Costanzo Ranci<\/em><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2862\" src=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_POdAM0SO3CrzauXrIvFTHQ.jpeg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_POdAM0SO3CrzauXrIvFTHQ.jpeg 1500w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_POdAM0SO3CrzauXrIvFTHQ-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_POdAM0SO3CrzauXrIvFTHQ-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_POdAM0SO3CrzauXrIvFTHQ-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_POdAM0SO3CrzauXrIvFTHQ-1080x720.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1500px) 100vw, 1500px\" \/><\/p>\n<p>Che le societ\u00e0 contemporanee stiamo invecchiando velocemente, \u00e8 ormai una quasi-banalit\u00e0 accettata da tutti (o quasi). Di quali siano le conseguenze, pochi invece sono consapevoli. Per il progetto IN-AGE il futuro della \u201csociet\u00e0 che invecchia\u201d costituisce invece la preoccupazione principale. Perch\u00e9 l\u2019invecchiamento generalizzato della popolazione, che in s\u00e9 \u00e8 un fatto positivo che indica un benessere pi\u00f9 generalizzato, comporter\u00e0 <em>due conseguenze importanti<\/em> che metteranno presto in discussione la strategia dominante di cura e sistemazione delle persone anziane fragili fondata sull\u2019\u201dageing in place\u201d, ovvero sull\u2019invecchiare a casa. In questo intervento mi concentrer\u00f2 sulla prima conseguenza.<\/p>\n<h3>Cambiano i rapporti tra le generazioni<\/h3>\n<p>Basta osservare l\u2019evoluzione delle piramidi dell\u2019et\u00e0 del nostro paese nel tempo per renderci conto che i rapporti quantitativi tra le generazioni saranno rivoluzionati da due tendenze concomitanti: l\u2019allungamento della speranza di vita e il declino della natalit\u00e0. L\u2019effetto sar\u00e0 importante: nel corso di pochi decenni, si passer\u00e0 dall\u2019attuale configurazione a clessidra (una grande pancia costituita dagli adulti di et\u00e0 media, contorniati nelle due ali da gruppi pi\u00f9 piccoli di giovani e anziani) ad una nuova configurazione simile a quella della piramide rovesciata, in cui la pancia sar\u00e0 sempre pi\u00f9 sbilanciata verso l\u2019alto (le persone pi\u00f9 anziane) e la base (dove sono collocate le persone pi\u00f9 giovani) diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 appuntita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2860\" src=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_TSLiY0n_g91zQMyYjO8d9Q.png\" alt=\"\" width=\"902\" height=\"797\" srcset=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_TSLiY0n_g91zQMyYjO8d9Q.png 902w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_TSLiY0n_g91zQMyYjO8d9Q-300x265.png 300w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_TSLiY0n_g91zQMyYjO8d9Q-768x679.png 768w\" sizes=\"(max-width: 902px) 100vw, 902px\" \/><\/p>\n<p>La conseguenza per i rapporti tra le diverse generazioni \u00e8 facilmente intuibile: il rapporto statistico tra persone anziane e persone adulte si sbilancer\u00e0 sempre di pi\u00f9 a favore dei primi. Che diventeranno sempre di pi\u00f9, ma potranno contare, soprattutto quando subentrer\u00e0 l\u2019et\u00e0 fragile, su un numero sempre pi\u00f9 limitato di figli adulti. Mentre oggi una coppia di 80 anni ha in media due-tre figli su cui contare, tra pochi decenni la stessa coppia avr\u00e0 in media solo un figlio alle loro spalle, su cui graveranno tutte le responsabilit\u00e0 della cura. Per effetto di questo cambiamento statistico, una coppia di adulti dovr\u00e0 occuparsi in media non di un anziano fragile a testa (come \u00e8 oggi), ma almeno di due a testa, ovvero di quattro anziani in totale!<\/p>\n<blockquote><p>La societ\u00e0 dovr\u00e0 cambiare radicalmente per affrontare questo cambiamento radicale: saranno necessari congedi prolungati di cura, nuove forme di conciliazione tra lavoro e cura, nuove forme di organizzazione della cura e dell\u2019accudimento, risorse finanziarie supplementari da dedicare alla cura degli anziani, nonch\u00e9 nuove forme di solidariet\u00e0 e convivenza tra persone anziane, non fondate necessariamente sui loro legami familiari.<\/p><\/blockquote>\n<p>Siamo preparati a tutto ci\u00f2? E l\u2019invecchiare in casa sar\u00e0 ancora la soluzione ideale, oppure dovremo preparare anche soluzioni alternative?<\/p>\n<h3>Il mutamento delle strutture familiari<\/h3>\n<p>Un secondo aspetto deriva dai cambiamenti nelle forme familiari. Infatti \u00e8 la famiglia stessa a cambiare velocemente. La chiave interpretativa pi\u00f9 efficace \u00e8 quella del passaggio dal singolare al plurale. Da una forma dominante di famiglia \u2014 quella classica della coppia romantica e stabile con 1\u20132 figli \u2014 stiamo transitando verso \u201cle famiglie\u201d, configurazioni plurali dello stesso concetto di \u201chousehold\u201d, ovvero di unit\u00e0 di convivenza formata da coloro che vivono sotto lo stesso tetto. Per effetto dell\u2019aumento dei divorzi e delle separazioni, nonch\u00e9 delle famiglie ricostituite (ovvero formate da adulti separati, magari con al seguito i figli del primo matrimonio), dell\u2019emergere di \u201cnuove famiglie\u201d omosessuali, dell\u2019aumento delle coppie di fatto e dei single (tra gli adulti ma anche tra gli anziani), i rapporti di cura si complicheranno e assumeranno configurazioni sempre pi\u00f9 variabili. Dal classico rapporto genitori-figlia dovremo passare a relazioni molto pi\u00f9 complesse, che metteranno in discussione anche gli equilibri e i compromessi tra i sessi. L\u2019aumento del carico di assistenza e cura sugli adulti costringer\u00e0 a rapporti pi\u00f9 paritari tra uomini e donne nella divisione di questi compiti, e tutto ci\u00f2 alla lunga rimetter\u00e0 in discussione anche i rapporti di potere tra i sessi all\u2019interno delle aziende.<\/p>\n<blockquote><p>Insomma, il rovesciamento della piramide dell\u2019et\u00e0 cambier\u00e0 la societ\u00e0 nella sua globalit\u00e0. L\u2019invecchiamento non \u00e8 un problema dei vecchi, ma dell\u2019intera societ\u00e0, perch\u00e9 rimette in discussione le relazioni fondamentali su cui \u00e8 fondata la nostra convivenza, sia familiare che civile.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non \u00e8 detto che sia un cambiamento in peggio. Sar\u00e0 l\u2019occasione per riequilibrare i rapporti tra i sessi e per reinventare nuove forme di solidariet\u00e0 tra le generazioni. Sar\u00e0 insomma una sfida, che pu\u00f2 essere persa ancorandosi al passato, oppure affrontata cogliendo le opportunit\u00e0 che ci saranno date, e che noi ci daremo. Le politiche pubbliche, come sappiamo, giocheranno un ruolo strategico, nel produrre servizi ed opportunit\u00e0, ma anche nell\u2019incentivare certi comportamenti piuttosto che altri, e per evitare che i cambiamenti generino nuove forme di disuguaglianza tra chi potr\u00e0 permettersi una migliore organizzazione familiare e chi non potr\u00e0 farlo a causa delle condizioni lavorative o reddituali.<\/p>\n<p>In-AGE, il nostro progetto di ricerca, scava proprio in queste dinamiche, per cogliere le direzioni di marcia, ed evidenziare i rischi e le opportunit\u00e0 dell\u2019<em>ageing society<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Costanzo Ranci Che le societ\u00e0 contemporanee stiamo invecchiando velocemente, \u00e8 ormai una quasi-banalit\u00e0 accettata da tutti (o quasi). Di quali siano le conseguenze, pochi invece sono consapevoli. Per il progetto IN-AGE il futuro della \u201csociet\u00e0 che invecchia\u201d costituisce invece la preoccupazione principale. 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