{"id":2868,"date":"2019-09-04T23:53:03","date_gmt":"2019-09-04T21:53:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=2868"},"modified":"2019-10-15T23:58:32","modified_gmt":"2019-10-15T21:58:32","slug":"in-age-alla-transforming-care-conference-esperienze-e-sfide-per-linvecchiamento-a-domicilio-degli-anziani-fragili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=2868","title":{"rendered":"IN-AGE alla Transforming Care Conference: esperienze e sfide per l\u2019invecchiamento a domicilio degli anziani fragili"},"content":{"rendered":"<p><em>Marco Arlotti e Mirko Di Rosa<\/em><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2869\" src=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_g3yawDEXne0NCQgU2-XQDQ-1024x764.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"764\" srcset=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_g3yawDEXne0NCQgU2-XQDQ-1024x764.jpeg 1024w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_g3yawDEXne0NCQgU2-XQDQ-300x224.jpeg 300w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_g3yawDEXne0NCQgU2-XQDQ-768x573.jpeg 768w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_g3yawDEXne0NCQgU2-XQDQ-510x382.jpeg 510w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_g3yawDEXne0NCQgU2-XQDQ-1080x806.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><em>All\u2019interno della conferenza internazionale \u201cTransforming care\u201d (vedi post precedente) il gruppo di ricercatori IN-AGE ha coordinato una sessione specifica dedicata ad approfondire, raccogliere riflessioni e sviluppare confronto sui temi dell\u2019invecchiamento a domicilio degli anziani fragili.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il titolo della sessione \u00e8 stato <em>\u201cLe sfide dell\u2019ageing in place: rischi potenziali di isolamento e abbandono per gli anziani fragili che vivono a domicilio\u201d<\/em><\/strong> (Challenges to ageing in place: potential risks of isolation and abandonement for frail older people living at home). La sessione ha riscontrato un notevole interesse sin dalla fase iniziale di sottoposizione delle proposte di papers (sono state ricevute complessivamente tredici proposte di presentazione di lavori di ricerca, di cui poi ne sono state selezionate sette), nonch\u00e9 direttamente durante la conferenza in cui sono state organizzate due sessioni di presentazione molto partecipate.<\/p>\n<p>La cornice generale entro cui si \u00e8 collocata la selezione e poi la presentazione dei papers \u00e8 stata quella del progetto IN-AGE. Pi\u00f9 nello specifico si \u00e8 cercato di selezionare lavori di ricerca in grado di fornire evidenze empiriche rispetto a come, a livello internazionale, la questione dell\u2019invecchiamento a casa dell\u2019anziano fragile risulta declinata, sia con riferimento alle caratteristiche in senso lato dei profili degli anziani che vivono a domicilio, osservando per esempio le loro caratteristiche individuali, le condizioni potenziali di isolamento e abbandono nonch\u00e9 le caratteristiche delle reti di cura e dei contesti abitativi di vita; sia con riferimento agli interventi di policy, anche di carattere innovativo, introdotti e implementati per favorire la possibilit\u00e0 della persona anziana di rimanere nel proprio domicilio.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 nello specifico nella prima giornata di lavori sono stati presentati quattro papers che descrivono (attraverso approcci narrativi e qualitativi) l\u2019insieme delle politiche e delle pratiche adottate in diversi paesi (Italia, Taiwan, UK ed Olanda) per fornire servizi sociosanitari anche ad anziani che vivono in zone difficili da raggiungere o che si confrontano con la difficolt\u00e0 di prendere coscienza della propria condizione di fragilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il primo paper<\/strong> presentato da Federico Razetti <em>\u201cAgeing in peripheral areas. Socially innovative practices to contrast the isolation of frail elderly people in Italy\u201d<\/em> ha approfondito, per il caso italiano, il tema delle soluzioni innovative finalizzate alla riduzione delle distanze ed all\u2019aumento dell\u2019inclusione sociale per gli anziani fragili che vivono a casa nei territori spazialmente isolati. Nello specifico il lavoro ha permesso un approfondimento ed una comparazione delle soluzioni proposte da comuni e comunit\u00e0 montane (isolate rispetto ai grandi centri abitati) in Lombardia e Piemonte.<\/p>\n<p><strong>Il secondo paper<\/strong> presentato da Hsi-Wen Chang e Yu Chin Tai <em>\u201cThe Experiences and Challenges of Long-Term Care in Taiwan \u2014 A case of an indigenous community\u201d<\/em> ha gettato luce sulla peculiare situazione Taiwanese, specialmente per quanto riguarda l\u2019invecchiamento a casa dei membri delle comunit\u00e0 indigene. Lo studio ha presentato i tentativi intrapresi dal governo centrale a vari livelli (micro, meso e macro) finalizzati al raggiungimento di queste comunit\u00e0 indigene per fornire quanto meno le cure primarie necessarie a garantire un invecchiamento in salute.<\/p>\n<p><strong>Il terzo lavoro<\/strong> presentato da Cate Goodlad e Kate Hamblin <em>\u201cInnovation in home care: The holy grail or old wine in new bottles?\u201d<\/em> si \u00e8 basato su un approccio metodologico di tipo misto. Le autrici, infatti, al fine di individuare le politiche effettivamente applicate nel Regno Unito per garantire un invecchiamento a domicilio, hanno svolto sia una ricerca bibliografica narrativa (considerando letteratura ufficiale e la cosiddetta gray literature, composta principalmente da report e raccomandazioni) che una serie di interviste qualitative. L\u2019obiettivo \u00e8 stato quello di individuare quali politiche sociali e cure domiciliari possono considerarsi effettivamente innovative, distinguendole da quelle (la maggior parte) che rappresentano invece dei necessari miglioramenti di misure gi\u00e0 in atto.<\/p>\n<p><strong>Infine Yvonne La Grouw ha presentato il suo lavoro<\/strong> intitolato <em>\u201cManaging loss in the past or the future? Views from frail older persons and their care professionals on frailty management after an acute incident\u201d<\/em>. Il lavoro si \u00e8 basato su un\u2019indagine di tipo qualitativo svolta nel caso olandese e rivolta ad anziani ammessi al pronto soccorso. L\u2019obiettivo \u00e8 stato quello di confrontare la prospettiva dei pazienti anziani con il resoconto dei professionisti sanitari, e quindi le implicazioni emergenti sul versante di ritorno a casa. A tal proposito \u00e8 emerso che mentre gli operatori sanitari tendono a concentrarsi maggiormente sulla prevenzione dei danni futuri, le persone anziane considerano maggiormente la riconciliazione delle perdite passate nel presente.<\/p>\n<p><strong>La seconda giornata di lavori ha previsto, invece, la presentazione di tre papers accomunati fra loro per l\u2019adozione di approcci di analisi pi\u00f9 \u201cquantitativi\/statistici\u201d, e con affondi mirati su casi studio specifici oppure con un orizzonte pi\u00f9 ampio comparato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il primo paper<\/strong> presentato da Katja Ilmarinen e da Lina Van Aerschot (<em>User fees of home care services pose a risk of poverty and care deprivation for older people with low income<\/em>) ha approfondito il tema dei servizi domiciliari e dei sistemi di compartecipazione al costo focalizzando l\u2019attenzione su uno dei paesi europei in cui i sistemi di welfare universali risultano pi\u00f9 sviluppati: la Finlandia. In tale paese, nonostante le leggi nazionali sanciscano un diritto per gli anziani a ricevere l\u2019assistenza domiciliare, si sono registrati nel corso degli anni degli intensi processi di riduzione della spesa pubblica che hanno fortemente messo in discussione tale diritto. In particolare i comuni, responsabili dei servizi di assistenza domiciliare, hanno introdotto sistemi sempre pi\u00f9 significativi di compartecipazione alla spesa, peraltro con una forte differenziazione da territorio a territorio. Tali sistemi hanno, tuttavia, determinato in particolare nel caso degli anziani a pi\u00f9 basso reddito situazioni di forte difficolt\u00e0 all\u2019accesso ai servizi, con ripercussioni fortemente negative dal punto di vista delle disuguaglianze sociali.<\/p>\n<p><strong>Il secondo paper<\/strong> presentato Assma Hajji (<em>The effects of home care services on quality of life outcomes in Austria, England and Finland<\/em>) ha avuto invece il merito di allargare il confronto fra pi\u00f9 paesi cercando di cogliere quanto la fornitura di servizi domiciliari in Austria, Inghilterra e Finlandia incida nel miglioramento della qualit\u00e0 di vita degli anziani che vivono a domicilio. In estrema sintesi ci\u00f2 che emerge \u00e8 un impatto positivo dell\u2019utilizzo dei servizi rispetto alla qualit\u00e0 di vita, anche se si delinea la rilevanza di alcune pre-condizioni specifiche che riguardano, ad esempio, l\u2019importanza delle forme di coinvolgimento degli anziani rispetto ad eventuali cambiamenti messi in atto nell\u2019erogazione dei servizi; la corrispondenza fra le aspettative dell\u2019anziano e i servizi effettivamente erogati; il fatto che in alcuni paesi la relazione fra utilizzo dei servizi e qualit\u00e0 di vita emerge seppur limitatamente a determinate caratteristiche specifiche dell\u2019anziano (ad esempio in Finlandia l\u2019effetto emerge nel caso degli anziani che vivono soli, mentre in Inghilterra nel caso di coloro che presentano una situazione di forte gravit\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Infine Matteo Luppi ha presentato i primi risultati di IN-AGE<\/strong>, riportando in particolare gli esiti della prima fase di sviluppo del progetto basata su un\u2019ampia analisi comparata europea delle caratteristiche degli anziani fragili che vivono a domicilio, e delle relazioni intercorrenti fra le caratteristiche individuali, quelle delle reti di cura e dei contesti abitativi in relazione a due dimensioni chiave del progetto: la qualit\u00e0 di vita dell\u2019anziano e il grado di isolamento sociale. Aspetti che verranno sintetizzati in una <strong>terza nota<\/strong> di commento alla conferenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Arlotti e Mirko Di Rosa All\u2019interno della conferenza internazionale \u201cTransforming care\u201d (vedi post precedente) il gruppo di ricercatori IN-AGE ha coordinato una sessione specifica dedicata ad approfondire, raccogliere riflessioni e sviluppare confronto sui temi dell\u2019invecchiamento a domicilio degli anziani fragili. 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