{"id":2871,"date":"2019-09-04T23:58:52","date_gmt":"2019-09-04T21:58:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=2871"},"modified":"2019-11-19T15:08:27","modified_gmt":"2019-11-19T14:08:27","slug":"qualita-della-vita-e-isolamento-sociale-nella-popolazione-anziana-fragile-in-europa-prime-evidenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=2871","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 della vita e isolamento sociale nella popolazione anziana fragile in Europa: prime evidenze"},"content":{"rendered":"<p><em>di Matteo Luppi<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_2872\" aria-describedby=\"caption-attachment-2872\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2872 size-large\" src=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_zaP5RNOx2dBE-YBO_A5afw-1024x768.jpeg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_zaP5RNOx2dBE-YBO_A5afw.jpeg 1024w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_zaP5RNOx2dBE-YBO_A5afw-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_zaP5RNOx2dBE-YBO_A5afw-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.lps.polimi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/1_zaP5RNOx2dBE-YBO_A5afw-510x382.jpeg 510w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2872\" class=\"wp-caption-text\">Matteo Luppi durante la conferenza.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Abbiamo discusso e presentato i primi risultati della nostra ricerca comparativa nella splendida cornice di Copenaghen alla quarta edizione della <em>Trasforming Care Conference<\/em>, dove ha partecipato un nutrito gruppo di ricercatori IN-AGE.<\/strong><\/p>\n<p>A chiusura del thematic pannel 11, presentato e gestito dai colleghi di IN-AGE, Marco Arlotti e Mirko Di Rosa, che ha registrato un buon successo sia in termini di partecipazione che di interesse, sono stati presentati i risultati dell\u2019analisi comparativa Europea rispetto alle potenziali trappole dell\u2019<em>ageing in place<\/em>, ossia le potenziali trappole a cui \u00e8 esposta la popolazione anziana fragile che risiede nelle proprie abitazioni.<\/p>\n<p>La ricerca presentata affronta la tematica in esame partendo da tre concetti\/dimensioni centrali, ossia gli effetti che le <em>caratteristiche individuali<\/em>, le <em>soluzioni di cura (care arrangement)<\/em> e le <em>caratteristiche dello spazio abitativo<\/em> hanno rispetto sia alla qualit\u00e0 della vita che all\u2019isolamento sociale della popolazione anziana fragile. L\u2019importanza di questa ricerca deriva dal fatto che in Italia, cos\u00ec come in Europa, si \u00e8 assistito ad un forte e crescente ricorso alle soluzioni di cura domiciliare e a una riduzione di quelle residenziali. Questo trend ha accresciuto significativamente la quota di popolazione anziana (e ultra-anziana) con problemi di fragilit\u00e0 che risiede nelle proprie abitazioni \u2014 anzich\u00e9 in strutture residenziali -, aumentando l\u2019esposizione di questa popolazione a rischi relativi alla loro condizione. In questo contesto la ricerca presentata si interroga su quali possano essere i fattori di rischio, in termini di bassa qualit\u00e0 della vita e isolamento sociale, che interessano la popolazione anziana fragile. Al fine di non limitare l\u2019attenzione al solo caso italiano e produrre evidenze maggiormente generalizzabili, si \u00e8 deciso di includere nell\u2019analisi 16 paesi europei, tra cui ovviamente l\u2019Italia, raggruppati in 4 sistemi di welfare, ossia i paesi nordici, i paesi continentali, i paesi del sud Europa e i paesi dell\u2019Europa dell\u2019est e centrale. [1]<\/p>\n<h3>Cosa ci dice l\u2019analisi?<\/h3>\n<p>In primo luogo, nei paesi del sud e dell\u2019Europa centrale e dell\u2019est, la quota di popolazione che presenta una bassa qualit\u00e0 della vita, cos\u00ec come la quota di coloro che sono inseriti in network sociali \u201cdeboli\u201d \u00e8 maggiore rispetto agli altri due blocchi di paesi considerati. Similarmente, la popolazione anziana di quest\u2019ultimi paesi presenta un numero inferiore di individui che versano in condizioni di fragilit\u00e0 gravi, e al contempo un\u2019importante quota (circa il 20%) di coloro caratterizzati da fragilit\u00e0 medio-lievi. Una precisazione doverosa, al fine di identificare le potenziali trappole connesse con l\u2019ageing in place, \u00e8 che in questa analisi ci siamo concentrati esclusivamente sulla popolazione anziana fragile, ossia su coloro con un\u2019et\u00e0 non inferiore ai 75 anni e con un livello di fragilit\u00e0 medio-alto[2]. Di conseguenza, l\u2019esclusione dei casi (individui o troppo giovani o troppo \u201cpoco fragili\u201d) ha avuto un\u2019incidenza maggiore nei paesi del nord e continentali e meno marcata negli altri due blocchi di paesi. Inoltre, in quest\u2019ultimi, il tasso di copertura dei servizi residenziali \u00e8 nettamente inferiore ai restanti paesi, con la risultante che un maggior numero di anziani con importanti problemi di fragilit\u00e0 risiede nelle proprie abitazioni.<\/p>\n<p><em><strong>Qualit\u00e0 della vita.<\/strong><\/em> L\u2019analisi identifica nelle limitazioni fisiche e di mobilit\u00e0 il principale fattore di riduzione della qualit\u00e0 della vita. Avere limitazioni fisiche (importanti) risulta essere infatti un forte elemento di rischio rispetto a questa dimensione, mentre le limitazioni cognitive, seppur in relazione negativa alla qualit\u00e0 della vita, hanno un impatto molto pi\u00f9 modesto. Altri aspetti negativi risultano essere la presenza di barriere architettoniche che limitano l\u2019accesso al proprio edificio\/abitazione, vivere in appartamenti di edilizia popolare e risiedere in grandi citt\u00e0. Inoltre, gli anziani soli, ad esempio vedovi o divorziati, presentano, a prescindere dal livello di fragilit\u00e0, una probabilit\u00e0 maggiore di avere una qualit\u00e0 della vita inferiore rispetto a coloro che vivono in coppia. Allo stesso tempo, il contatto frequente con i propri figli, ossia quotidiano, risulta avere effetti positivi sulla qualit\u00e0 della vita, mentre, la condizione opposta \u2014 scarsit\u00e0 di contatti con i propri figli \u2014 si caratterizza come un elemento negativo, anche rispetto a coloro che non hanno figli. Un ulteriore elemento importante risulta essere il reddito familiare, al crescere del quale cresce la qualit\u00e0 della vita. A onore del vero, questo aspetto \u00e8 particolarmente presente nei paesi del sud e centro-est Europa, mentre \u00e8 meno marcato nei paesi continentali e assente in quelli nordici, ad indicare l\u2019importanza della \u201cgenerosit\u00e0\u201d dei sistemi di welfare rispetto alla qualit\u00e0 della vita della popolazione anziana. Un risultato molto interessante emerso dalla ricerca riguarda la ricezione di supporto domestico e cure sia formali che informali (ossia su base volontaria da parenti\/amici). L\u2019analisi identifica una relazione negativa tra la ricezione di supporto domestico sia formale che informale e la qualit\u00e0 della vita, mentre la ricezione di cure personali sembra non influenzare questa dimensione. Anche in questo caso questo aspetto risulta esser pi\u00f9 marcato nei paesi del sud Europa. Quest\u2019ultimi risultati sono da leggersi alla luce del ruolo giocato dalle limitazioni fisiche. In altre parole, riteniamo che non sia la ricezione di supporto domestico di per s\u00e9 a ridurre la qualit\u00e0 della vita, bens\u00ec, la condizione di limitazione individuale che \u00e8 alla base della necessit\u00e0 di tale supporto.<\/p>\n<p><em><strong>Isolamento sociale.<\/strong><\/em> In questo caso le limitazioni fisiche e di mobilit\u00e0 non hanno nessun impatto significativo mentre la presenza di limitazioni cognitive risulta essere un elemento che favorisce l\u2019isolamento della popolazione anziana fragile. Anche l\u2019et\u00e0, e nello specifico essere molto anziani (+86 anni), aumenta la probabilit\u00e0 di essere inseriti in un social network di bassa \u201cdensit\u00e0\u201d. Come nel caso precedente, abitare in un contesto di edilizia popolare pu\u00f2 facilitare l\u2019esclusione sociale quando si \u00e8 anziani e fragili, mentre la presenza di accorgimenti speciali (esempio adattamento della cucina o dei bagni in base alle esigenze piuttosto che domotica per anziani) cos\u00ec come abitare in ampie abitazioni favorisce l\u2019inclusione degli anziani in reti sociali. L\u2019analisi inoltre evidenzia il ruolo centrale dei figli: avere contatti con essi, a prescindere dalla frequenza, riduce la probabilit\u00e0 di essere esposti all\u2019isolamento sociale rispetto a coloro che non hanno figli. Inoltre, a differenza della qualit\u00e0 della vita, ricevere aiuto e supporto domestico informale facilit\u00e0 l\u2019inclusione degli anziani fragili in network sociali, ma anche in questo caso le cure personali sia informali che formali risultano essere ininfluenti rispetto al rischio di isolamento sociale. I modelli inoltre confermano quanto emergeva gi\u00e0 dalle statistiche descrittive: vivere nei paesi del sud e centro-est Europa aumenta la probabilit\u00e0 degli anziani fragili di essere esposti ad isolamento sociale e bassa qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p><em>[1] Nello specifico I paesi considerati sono: Danimarca e Svezia (Nordici); Austria, Germania, Francia, Svizzera e Belgio (Continentali); Spagna, Italia, Grecia e Portogallo (Sud Europa); e Repubblica Checa, Slovenia, Croazia, Polonia ed Estonia (Est Europa Centrale). L\u2019analisi si \u00e8 basata sui dati dell\u2019indagine SHARE (Survey of Health, Ageing and Retirement in Europe), sesta wave.<\/em><\/p>\n<p><em>[2] Per la definizione del livello di fragilit\u00e0 abbiamo costruito un\u2019apposita scala basata sia sulle limitazioni cognitive che su quelle fisiche e di mobilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Il progetto In-Age \u00e8 finanziato da Fondazione Cariplo\u00a0\u00a0(grant n\u00b0 2017\u20130941).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matteo Luppi Abbiamo discusso e presentato i primi risultati della nostra ricerca comparativa nella splendida cornice di Copenaghen alla quarta edizione della Trasforming Care Conference, dove ha partecipato un nutrito gruppo di ricercatori IN-AGE. A chiusura del thematic pannel 11, presentato e gestito dai colleghi di IN-AGE, Marco Arlotti e Mirko Di Rosa, che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2872,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2871","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-dal-laboratorio"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2871"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3201,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2871\/revisions\/3201"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}