{"id":3902,"date":"2020-10-07T12:58:12","date_gmt":"2020-10-07T10:58:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=3902"},"modified":"2020-10-10T00:04:48","modified_gmt":"2020-10-09T22:04:48","slug":"fragilita-isolamento-sociale-e-senso-di-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=3902","title":{"rendered":"FRAGILIT\u00c0, ISOLAMENTO SOCIALE E SENSO DI SOLITUDINE"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>di Stefania Cerea (Politecnico di Milano)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>In questa nota presentiamo in anteprima alcuni primi risultati derivanti dall\u2019indagine condotta all\u2019interno del progetto IN-AGE<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. L\u2019indagine ha coinvolto 140 anziani che vivono soli a domicilio, intervistati lo scorso anno (fra maggio e dicembre 2019) da Nord a Sud, in tre citt\u00e0 (Brescia, Ancona, Reggio Calabria, per un totale di 72 interviste) e in tre \u201caree interne\u201d (Oltrep\u00f2 Pavese, Appennino Basso Pesarese e Anconetano, Grecanica, per un totale di 48 interviste). In particolare, questa nota si focalizza sui contesti urbani, affrontando uno dei temi chiave della ricerca, ovvero la relazione tra<em> fragilit\u00e0, isolamento sociale e senso di solitudine<\/em>.<\/strong><\/p>\n<h3><em>I concetti chiave: fragilit\u00e0, isolamento sociale e senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p>Fragilit\u00e0, isolamento sociale e senso di solitudine rappresentano tre concetti chiave del programma di ricerca IN-AGE. Con il concetto di <em>fragilit\u00e0<\/em> s\u2019intendono le limitazioni fisiche che riducono in misura pi\u00f9 o meno ampia la capacit\u00e0 della persona anziana di svolgere senza difficolt\u00e0 le principali attivit\u00e0 della vita quotidiana. L\u2019<em>isolamento sociale<\/em>, invece, \u00e8 definito dalle principali caratteristiche della rete di persone con le quali l\u2019anziano intrattiene un rapporto di confidenza. Infine, per <em>senso di <\/em><em>solitudine<\/em> (definito <em>loneliness<\/em> nella letteratura internazionale), s\u2019intende una condizione soggettiva, data dalla solitudine percepita dall\u2019anziano.<\/p>\n<h3><em>La condizione di fragilit\u00e0: quale relazione con l\u2019isolamento sociale e la loneliness?<\/em><\/h3>\n<p>Definiti i concetti chiave, <em>quale relazione esiste tra la fragilit\u00e0 della persona anziana, il grado e il tipo di isolamento sociale che sperimenta e il livello di solitudine che percepisce?<\/em> Secondo la letteratura, le limitazioni fisiche possono ridurre la possibilit\u00e0 di mantenere e costruire relazioni sociali, favorendo in questo modo l\u2019isolamento sociale e il senso di solitudine dell\u2019anziano.<\/p>\n<p><em>Ma cosa emerge dalla nostra indagine condotta nei contesti urbani (Brescia, Ancona e Reggio Calabria)?<\/em> La relazione messa in evidenza dalla letteratura \u00e8 visibile anche in queste aree oppure no? E quali prime ipotesi possiamo proporre per provare a spiegare quanto osservato?<\/p>\n<h3><em>La relazione tra fragilit\u00e0 e isolamento sociale<\/em><\/h3>\n<p>Se incrociamo i dati sui livelli di fragilit\u00e0 delle persone anziane (lieve, moderato, elevato e molto elevato<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>) con quelli sull\u2019<em>ampiezza della rete di confidenti<\/em>, non emerge una relazione tra la fragilit\u00e0 e l\u2019isolamento sociale. Fra gli anziani che presentano limitazioni elevate, la quota di coloro che non hanno confidenti \u00e8 superiore al valore medio di ben 10 punti percentuali (22% vs 12%) e, nel medesimo gruppo, la percentuale di chi ha quattro o pi\u00f9 confidenti \u00e8 inferiore alla media (39% vs 43%). Tuttavia, se osserviamo gli estremi della scala di fragilit\u00e0, notiamo qualcosa di interessante: sia fra le persone anziane con limitazioni lievi, sia fra quelle con limitazioni molto elevate, ovvero le pi\u00f9 fragili, la quota di chi non ha confidenti \u00e8 la medesima, ed \u00e8 pari al dato medio (12%). Inoltre, anche se la percentuale di anziani pi\u00f9 fragili che hanno il numero massimo di confidenti \u00e8 al di sotto della media (37% vs 43%), \u00e8 tra le persone anziane meno fragili che tale percentuale raggiunge il valore minimo (31%).<\/p>\n<p>Relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 e l\u2019ampiezza della rete di confidenti delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>Nessun confidente<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>Da 1 a 3 confidenti<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>4 o pi\u00f9 confidenti<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni lievi<\/td>\n<td width=\"120\">12,5<\/td>\n<td width=\"120\">56,3<\/td>\n<td width=\"120\">31,3<\/td>\n<td width=\"120\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni moderate<\/td>\n<td width=\"120\">4,5<\/td>\n<td width=\"120\">36,4<\/td>\n<td width=\"120\">59,1<\/td>\n<td width=\"120\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni elevate<\/td>\n<td width=\"120\">22,2<\/td>\n<td width=\"120\">38,9<\/td>\n<td width=\"120\">38,9<\/td>\n<td width=\"120\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni molto elevate<\/td>\n<td width=\"120\">12,5<\/td>\n<td width=\"120\">50,0<\/td>\n<td width=\"120\">37,5<\/td>\n<td width=\"120\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>12,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>44,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>43,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"120\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>In sostanza, soffrire di limitazioni molto elevate sembra comportare un minor rischio di isolamento sociale, inteso come assenza di confidenti, che non soffrire di limitazioni elevate, ed anche inteso come numero di confidenti, che non soffrire di limitazioni lievi. A fronte di questo risultato, \u00e8 possibile ipotizzare che le persone anziane pi\u00f9 fragili, avendo bisogno di maggiore supporto, vengano a contatto pi\u00f9 diffusamente con potenziali confidenti, ma anche che, a causa delle forti difficolt\u00e0 che si trovano ad affrontare, tendano ad aprirsi maggiormente con le persone che le circondano. Al contrario, le persone anziane con limitazioni lievi, avendo uno stile di vita maggiormente \u201cattivo\u201d, quindi pi\u00f9 soddisfacente, potrebbero avvertire un minore bisogno di confidarsi ed avere meno tempo per farlo. D\u2019altro canto, potrebbe sussistere anche una spiegazione opposta: proprio perch\u00e9 quasi totalmente autosufficienti, queste persone potrebbero ricevere (o richiedere) minore attenzione da parte degli altri. Dunque, nel primo caso all\u2019isolamento sociale potrebbe non accompagnarsi un corrispondente senso di solitudine, mentre nel secondo caso s\u00ec.<\/p>\n<h3><em>La relazione tra fragilit\u00e0 e presenza dei familiari nelle reti di confidenza<\/em><\/h3>\n<p>Se prendiamo in considerazione la <em>percentuale di familiari che fanno parte della rete dei confidenti delle persone anziane<\/em>, sembra emergere una relazione coi livelli di fragilit\u00e0, anche se non mancano eccezioni. Fra gli anziani con limitazioni elevate o molto elevate, la quota di coloro che non hanno familiari con cui confidarsi \u00e8 superiore alla media (28 e 25% vs 21%), mentre la percentuale di chi ha una rete di confidenti composta in maggioranza da familiari \u00e8 inferiore (33 e 31% vs 42%). Tuttavia, fra gli anziani meno fragili si osserva la quota pi\u00f9 alta di coloro che non hanno familiari con cui confidarsi (31%) e la stessa percentuale di reti di confidenza prevalentemente familiari degli anziani pi\u00f9 fragili (31%).<\/p>\n<p>Relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 e la percentuale di familiari nella rete dei confidenti delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>Nessun confidente<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>Nessun confidente familiare<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>Familiari<\/strong><\/p>\n<p><strong>in<\/strong><\/p>\n<p><strong>minoranza<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>Familiari<\/strong><\/p>\n<p><strong>in<\/strong><\/p>\n<p><strong>maggioranza<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni lievi<\/td>\n<td width=\"96\">12,5<\/td>\n<td width=\"96\">31,3<\/td>\n<td width=\"96\">25,0<\/td>\n<td width=\"96\">31,3<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni moderate<\/td>\n<td width=\"96\">4,5<\/td>\n<td width=\"96\">4,5<\/td>\n<td width=\"96\">27,3<\/td>\n<td width=\"96\">63,7<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni elevate<\/td>\n<td width=\"96\">22,2<\/td>\n<td width=\"96\">27,8<\/td>\n<td width=\"96\">16,7<\/td>\n<td width=\"96\">33,4<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\">Limitazioni molto elevate<\/td>\n<td width=\"96\">12,5<\/td>\n<td width=\"96\">25,0<\/td>\n<td width=\"96\">31,3<\/td>\n<td width=\"96\">31,3<\/td>\n<td width=\"96\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"160\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>12,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>20,8<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>41,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"96\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Questo risultato sembrerebbe aggiungere un ulteriore tassello esplicativo a quanto ipotizzato pi\u00f9 sopra. Se le persone anziane pi\u00f9 fragili hanno una maggiore probabilit\u00e0 di avere un\u2019ampia rete di confidenti rispetto a quelle meno fragili, in entrambi i casi tale rete non vede predominare i familiari. Nel primo caso, \u00e8 possibile ipotizzare che un maggiore bisogno di cura porti gli anziani con limitazioni molto elevate a contatto con figure di supporto extra-familiari (amici, vicini, colf, badanti, operatori dei servizi, ecc.), con le quali \u00e8 possibile che col tempo si instauri un rapporto di confidenza. Nel secondo caso, invece, proprio lo stile di vita maggiormente \u201cattivo\u201d potrebbe portare gli anziani con limitazioni lievi a contatto con persone che non appartengono alla loro cerchia familiare.<\/p>\n<h3><em>La relazione tra fragilit\u00e0 e prossimit\u00e0 delle reti di confidenza<\/em><\/h3>\n<p>Se ci concentriamo sull\u2019<em>ampiezza della rete dei confidenti che vivono nella stessa citt\u00e0 delle persone anziane<\/em>, la relazione coi livelli di fragilit\u00e0 ripropone la differenza fra anziani con limitazioni elevate, molto elevate e lievi, gi\u00e0 osservata in relazione all\u2019ampiezza della rete dei confidenti. La quota di persone anziane con limitazioni elevate che non hanno confidenti locali \u00e8 quasi il doppio di quella degli anziani meno fragili, ma anche di quella degli anziani pi\u00f9 fragili (11% vs 6%). Sul versante opposto, fra le persone anziane con limitazioni elevate la percentuale di coloro che hanno il maggior numero di confidenti (tre o pi\u00f9) \u00e8 inferiore al valore medio di ben 15 punti percentuali (28% vs 43%), mentre fra gli anziani pi\u00f9 fragili questa quota supera tale valore di sette punti (50%), per ridiscendere rispetto alla media di ben 12 punti (31%) fra gli anziani meno fragili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 e l\u2019ampiezza della rete di confidenti locali delle persone anziane intervistate (valori assoluti e distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"24%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"17%\"><strong>Nessun confidente<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>Nessun confidente locale<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>Da 1 a 2 confidenti locali<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>3 o pi\u00f9 confidenti locali<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni lievi<\/td>\n<td width=\"17%\">12,5<\/td>\n<td width=\"14%\">6,3<\/td>\n<td width=\"14%\">50,0<\/td>\n<td width=\"14%\">31,3<\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni moderate<\/td>\n<td width=\"17%\">4,5<\/td>\n<td width=\"14%\">0,0<\/td>\n<td width=\"14%\">36,4<\/td>\n<td width=\"14%\">59,1<\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni elevate<\/td>\n<td width=\"17%\">22,2<\/td>\n<td width=\"14%\">11,1<\/td>\n<td width=\"14%\">38,9<\/td>\n<td width=\"14%\">27,8<\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni molto elevate<\/td>\n<td width=\"17%\">12,5<\/td>\n<td width=\"14%\">6,3<\/td>\n<td width=\"14%\">31,3<\/td>\n<td width=\"14%\">50,0<\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"17%\"><strong>12,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>5,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>38,9<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>43,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"14%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Dunque, soffrire di limitazioni molto elevate sembra comportare un minor rischio di isolamento sociale, inteso come assenza di confidenti locali, che non soffrire di limitazioni elevate, ed anche inteso come numero di confidenti locali, che non soffrire di limitazioni lievi. In questo caso, \u00e8 possibile ipotizzare che le persone anziane pi\u00f9 fragili, essendo pesantemente limitate nella loro mobilit\u00e0, tendano ad avere una rete di confidenti locali pi\u00f9 ampia, mentre gli anziani con limitazioni lievi, potendo spostarsi pi\u00f9 agevolmente, abbiano maggiori possibilit\u00e0 di sviluppare rapporti extra-locali.<\/p>\n<h3><em>La relazione tra fragilit\u00e0 e contatti quotidiani delle reti di confidenza<\/em><\/h3>\n<p>La relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 delle persone anziane e il <em>numero di confidenti con cui intrattengono contatti quotidiani<\/em> non presenta un andamento lineare. Fra gli anziani con limitazioni elevate o molto elevate, la quota di coloro che non hanno confidenti quotidiani \u00e8 superiore alla media (27 e 25% vs 21%), ma quella di coloro che hanno tre o pi\u00f9 confidenti quotidiani si abbassa solo nel caso delle persone anziane con limitazioni elevate (22%), mentre si alza fra quelle pi\u00f9 fragili (37%, ben 13 punti percentuali oltre il valore medio). Inoltre, anche in questo caso emerge la situazione peculiare degli anziani meno fragili: solo il 6%, infatti, ha tre o pi\u00f9 confidenti quotidiani, la percentuale pi\u00f9 bassa dell\u2019intero campione.<\/p>\n<p>Relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 e il numero di confidenti quotidiani delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"25%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>Nessun confidente<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>0<\/strong><\/p>\n<p><strong>confidenti quotidiani<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>1<\/strong><\/p>\n<p><strong>confidente quotidiano<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>2<\/strong><\/p>\n<p><strong>confidenti quotidiani<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>3+<\/strong><\/p>\n<p><strong>confidenti quotidiani<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\">Limitazioni lievi<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">43,8<\/td>\n<td width=\"12%\">25,0<\/td>\n<td width=\"12%\">6,3<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\">Limitazioni moderate<\/td>\n<td width=\"12%\">4,5<\/td>\n<td width=\"12%\">18,2<\/td>\n<td width=\"12%\">31,8<\/td>\n<td width=\"12%\">13,6<\/td>\n<td width=\"12%\">27,3<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\">Limitazioni elevate<\/td>\n<td width=\"12%\">22,2<\/td>\n<td width=\"12%\">27,8<\/td>\n<td width=\"12%\">5,6<\/td>\n<td width=\"12%\">22,2<\/td>\n<td width=\"12%\">22,2<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\">Limitazioni molto elevate<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">25,0<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">37,5<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>12,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>20,8<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>23,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>23,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 supporre che le persone anziane pi\u00f9 fragili, a causa delle loro limitazioni molto elevate, siano oggetto di attenzioni pi\u00f9 frequenti da parte della loro rete di confidenti. Altrimenti detto, il \u201csalto\u201d ad una situazione di fragilit\u00e0 molto elevata potrebbe spingere i confidenti ad accrescere la frequenza dei contatti con la persona anziana, fino a farla diventare quotidiana. Inoltre, come gi\u00e0 ipotizzato in relazione all\u2019ampiezza della rete di confidenti, gli anziani pi\u00f9 fragili, spinti dalle forti difficolt\u00e0 che si trovano ad affrontare, potrebbero cercare un contatto pi\u00f9 frequente coi loro confidenti. Infine, come gi\u00e0 osservato riguardo alla composizione della rete di confidenti, le persone anziane con limitazioni molto elevate potrebbero sviluppare rapporti di confidenza con coloro che li supportano quotidianamente (ad esempio, vicini, colf e badanti). Per quanto riguarda le persone anziane con limitazioni lievi, come gi\u00e0 ripetuto pi\u00f9 volte il loro stile di vita maggiormente \u201cattivo\u201d e soddisfacente oppure la loro quasi totale autosufficienza potrebbero limitare la frequenza dei contatti coi confidenti.<\/p>\n<h3><em>La relazione tra fragilit\u00e0 e contatti face-to-face delle reti di confidenza<\/em><\/h3>\n<p>La relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 delle persone anziane e il <em>numero di confidenti con cui hanno contatti in presenza<\/em> fa emerge la differenza gi\u00e0 osservata pi\u00f9 volte fra coloro che hanno limitazioni elevate e coloro che hanno limitazioni molto elevate. Fra i primi, la percentuale di chi ha solo un confidente face-to-face supera di 15 punti percentuali il valore medio (39% vs 24%), mentre fra i secondi la stessa percentuale si dimezza rispetto alla media (12%). Al contrario, fra le persone anziane che hanno limitazioni elevate, la quota di coloro che hanno tre o pi\u00f9 confidenti face-to-face \u00e8 inferiore di nove punti rispetto alla media (28% vs 37%), mentre fra gli anziani che hanno limitazioni molto elevate, la stessa quota \u00e8 pari alla media (37%).<\/p>\n<p>Relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 e il numero di confidenti face-to-face delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"24%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>Nessun confidente<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>0 confidenti f-to-f<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>1 confidente f-to-f<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>2 confidenti f-to-f<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>3+ confidenti f-to-f<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni lievi<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">0,0<\/td>\n<td width=\"12%\">31,3<\/td>\n<td width=\"12%\">25,0<\/td>\n<td width=\"12%\">31,3<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni moderate<\/td>\n<td width=\"12%\">4,5<\/td>\n<td width=\"12%\">4,5<\/td>\n<td width=\"12%\">13,6<\/td>\n<td width=\"12%\">27,3<\/td>\n<td width=\"12%\">50,0<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni elevate<\/td>\n<td width=\"12%\">22,2<\/td>\n<td width=\"12%\">0,0<\/td>\n<td width=\"12%\">38,9<\/td>\n<td width=\"12%\">11,1<\/td>\n<td width=\"12%\">27,8<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni molto elevate<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">0,0<\/td>\n<td width=\"12%\">12,5<\/td>\n<td width=\"12%\">37,5<\/td>\n<td width=\"12%\">37,5<\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>12,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>1,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>23,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>37,5<\/strong><\/td>\n<td width=\"12%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Questa differenza potrebbe essere messa in relazione con i dati sui confidenti locali. Gli anziani pi\u00f9 fragili, molto pi\u00f9 spesso di quelli con limitazioni elevate, presentano una rete di confidenti locali ampia, e questo pu\u00f2 favorire i contatti face-to-face. Inoltre, come gi\u00e0 ipotizzato in relazione alla rete di confidenti quotidiani, il \u201cpassaggio\u201d ad una situazione di fragilit\u00e0 molto elevata potrebbe spingere i confidenti (probabilmente familiari) ad accrescere i contatti face-to-face con la persona anziana e ad estendere la rete di aiuto di quest\u2019ultima, possibile fonte di rapporti di confidenza in presenza.<\/p>\n<h3><em>La relazione tra fragilit\u00e0 e senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p>Guardiamo infine la relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 delle persone anziane e i loro <em>livelli di solitudine percepita<\/em> (divisi in lieve, moderato, elevato e molto elevato<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>). Come nel caso dell\u2019isolamento sociale, la relazione non solo non \u00e8 lineare, ma rispecchia i risultati presentati fin qui. Non sono gli anziani pi\u00f9 fragili a soffrire di un maggiore livello di loneliness: la distribuzione percentuale di questo gruppo di anziani fra i diversi gradi di solitudine percepita non si discosta quasi per nulla dai valori medi. Invece, se solo si scende di un gradino nella scala della fragilit\u00e0, prendendo in considerazione le persone anziane che hanno limitazioni elevate, la quota che soffre di una solitudine lieve \u00e8 inferiore alla media (28% vs 31%) e quella di chi soffre di una solitudine molto elevata \u00e8 superiore (22% vs 18%). D\u2019altro canto, \u00e8 interessante notare come gli anziani con limitazioni lievi e moderate presentino le percentuali pi\u00f9 alte di loneliness elevata (rispettivamente 31 e 27%), e che coloro che soffrono di limitazioni moderate presentino la percentuale pi\u00f9 alta di loneliness molto elevata (27%).<\/p>\n<p>Relazione fra i livelli di fragilit\u00e0 e i livelli di loneliness delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"24%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni lievi<\/td>\n<td width=\"15%\">43,8<\/td>\n<td width=\"15%\">25,0<\/td>\n<td width=\"15%\">31,3<\/td>\n<td width=\"15%\">0,0<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni moderate<\/td>\n<td width=\"15%\">22,7<\/td>\n<td width=\"15%\">22,7<\/td>\n<td width=\"15%\">27,3<\/td>\n<td width=\"15%\">27,3<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni elevate<\/td>\n<td width=\"15%\">27,8<\/td>\n<td width=\"15%\">33,3<\/td>\n<td width=\"15%\">16,7<\/td>\n<td width=\"15%\">22,2<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\">Limitazioni molto elevate<\/td>\n<td width=\"15%\">31,3<\/td>\n<td width=\"15%\">25,0<\/td>\n<td width=\"15%\">25,0<\/td>\n<td width=\"15%\">18,8<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"24%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Tenendo conto dei risultati emersi fin qui, e per quanto riguarda le persone anziane pi\u00f9 fragili, \u00e8 ipotizzabile che la forte diffusione di ampie reti di confidenti locali, con le quali si hanno contatti quotidiani e face-to-face, siano fattori che giochino un certo ruolo nel determinare livelli di loneliness in linea con la media. Un basso isolamento sociale che sembra motivato proprio dalla maggiore necessit\u00e0 di supporto di cui abbisognano gli anziani con limitazioni molto elevate, che li porta a contatto con persone (familiari e non) che sono anche confidenti o potenzialmente tali. Per ci\u00f2 che riguarda le persone anziane con limitazioni lievi e moderate, potrebbe trovare conferma l\u2019ipotesi della scarsa attenzione da parte degli altri, che tendono a farsi pi\u00f9 presenti quando i bisogni di cura degli anziani diventano rilevanti e non pi\u00f9 totalmente delegabili.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il progetto <em>INclusive AGEing in place<\/em> (IN-AGE) \u00e8 finanziato da Fondazione Cariplo (grant n. 2017-0941).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> I livelli sono stati definiti sulla base del numero di attivit\u00e0 della vita quotidiana che l\u2019anziano non \u00e8 in grado di svolgere.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> A partire dalle interviste con gli anziani sono stati individuati quattro livelli di solitudine:<\/p>\n<p>1) \u201cNulla o lieve\u201d: la persona anziana non si sente sola o percepisce raramente un senso di solitudine.<\/p>\n<p>2) \u201cModerata\u201d: la persona anziana ogni tanto si sente sola, ma questa sensazione \u00e8 legata ad eventi contingenti (ad esempio, un giorno di pioggia), a determinati momenti della giornata o della settimana (ad esempio, la sera prima di andare a dormire o nel fine settimana), a definiti periodi dell\u2019anno (ad esempio, durante le principali festivit\u00e0), e quasi mai \u00e8 descritta come sensazione intensa.<\/p>\n<p>3) \u201cElevata\u201d: la persona anziana si sente spesso sola e questa sensazione \u00e8 intensa.<\/p>\n<p>4) \u201cMolto elevata\u201d: la persona anziana si sente spesso sola e questa sensazione \u00e8 cos\u00ec intensa da generare effetti psico-fisici percepibili: stati depressivi, insonnia, incapacit\u00e0 di trovare un senso alla propria vita e, in qualche raro caso, pensieri suicidi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Invecchiare a domicilio nei contesti urbani. Primi risultati dell\u2019indagine sul campo<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3905,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[69,306,305],"class_list":["post-3902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-dal-laboratorio","tag-anziani","tag-eta-fragile","tag-solitudine"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3902"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3902\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3906,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3902\/revisions\/3906"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3905"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}