{"id":3942,"date":"2020-10-20T11:09:32","date_gmt":"2020-10-20T09:09:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=3942"},"modified":"2020-10-21T13:07:13","modified_gmt":"2020-10-21T11:07:13","slug":"reti-familiari-e-senso-di-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=3942","title":{"rendered":"RETI FAMILIARI E SENSO DI SOLITUDINE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Invecchiare a domicilio nei contesti urbani, primi risultati dell\u2019indagine sul campo<\/strong><\/p>\n<p><em>di Stefania Cerea (Politecnico di Milano)<\/em><\/p>\n<p><strong>In questa nota presentiamo in anteprima ulteriori risultati dell\u2019indagine che ha coinvolto 140 anziani che vivono soli a domicilio, intervistati da Nord a Sud, in tre citt\u00e0 (Brescia, Ancona, Reggio Calabria) e in tre \u201caree interne\u201d (Oltrep\u00f2 Pavese, Appennino Basso Pesarese e Anconetano, Grecanica). In particolare, ci soffermeremo sui contesti urbani (dove sono stati intervistati 72 anziani, fra maggio e dicembre 2019), affrontando un altro dei temi chiave del progetto IN-AGE: il <em>rapporto tra reti familiari e senso di solitudine<\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em>Anziani e reti familiari: un quadro introduttivo<\/em><\/h3>\n<p>In Italia, dove le strutture residenziali per anziani sono molto poco diffuse, ma anche i servizi di carattere domiciliare sono in grado di coprire solo una fetta residuale della popolazione anziana che ne avrebbe bisogno, le reti familiari rappresentano attori chiave del sistema di cura delle persone anziane non autosufficienti. Nel tempo, a fronte di una minore disponibilit\u00e0 della popolazione femminile, tradizionalmente deputata ad occuparsi degli anziani, ma sempre pi\u00f9 oberata su altri fronti (quello lavorativo e quello della cura dei figli e dei nipoti), le cosiddette badanti hanno in parte supplito alla carenza di servizi <em>in kind<\/em>. Tuttavia, ancora oggi \u00e8 la famiglia dell\u2019anziano <em>in primis<\/em>, quando presente, ad occuparsi di lui, soprattutto per quanto riguarda incombenze non facilmente delegabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em>Le reti familiari: quale relazione con il senso di solitudine?<\/em><\/h3>\n<p>Fin qui nulla di nuovo, che gi\u00e0 non si sappia e su cui la ricerca non si sia gi\u00e0 ampiamente indirizzata ed espressa. Ma <em>quale ruolo svolgono le reti familiari delle persone anziane in relazione al senso di solitudine di queste ultime, a maggior ragione quando vivono sole nel loro domicilio?<\/em> Secondo la letteratura, la presenza di una rete familiare e di relazioni intergenerazionali sembrerebbe ridurre la percezione di solitudine dell\u2019anziano. Tuttavia, nel definire questa relazione giocano un ruolo cruciale le aspettative che le persone anziane nutrono nei confronti della presenza e del ruolo dei familiari, aspettative che assumono connotati specifici nei diversi contesti socio-culturali. Nei paesi del Sud Europa, ad esempio, le aspettative degli anziani nei confronti della famiglia, e dei figli in particolare, sono molto pi\u00f9 elevate che nei paesi del Nord Europa. E ci\u00f2 darebbe origine ad un paradosso. Sebbene nei paesi nord-europei le dinamiche di individualizzazione e atomizzazione delle famiglie siano pi\u00f9 marcate che nei paesi sud-europei, il senso di solitudine delle persone anziane risulta pi\u00f9 basso. Un paradosso che pu\u00f2 essere spiegato proprio con le differenti aspettative verso le relazioni familiari che gli anziani nutrono nei due gruppi di paesi, e che in letteratura sono espresse con il concetto di <em>loneliness threshold<\/em> (\u201csoglia di solitudine\u201d). In sostanza, pi\u00f9 ci aspetta dalla famiglia e pi\u00f9 tali aspettative andranno incontro al rischio di restare deluse, e viceversa.<\/p>\n<p>Ma <em>cosa emerge su questo tema dall\u2019indagine condotta nei contesti urbani (Brescia, Ancona e Reggio Calabria)?<\/em> La relazione fra le caratteristiche della rete familiare delle persone anziane e la solitudine<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> da esse percepita \u00e8 visibile anche in questi contesti? E dal confronto fra le diverse citt\u00e0 affiora il paradosso indicato in letteratura?<\/p>\n<h3><em>Il rapporto fra estensione delle reti familiari e senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p>Un primo risultato interessante emerge prendendo in considerazione l\u2019<em>estensione delle reti familiari<\/em> degli anziani. Fra quest\u2019ultima e i livelli di solitudine da essi percepiti non sembra esistere una relazione di segno negativo (pi\u00f9 grande \u00e8 la famiglia, meno diffusa \u00e8 la solitudine). Infatti, fra coloro che hanno una rete familiare stretta (composta da uno a tre familiari), la percentuale di coloro che soffrono di solitudine lieve \u00e8 s\u00ec pi\u00f9 bassa del valore medio (27% vs 31%), ma la quota di chi soffre di solitudine moderata \u00e8 molto pi\u00f9 alta (45% vs 26%), quella di coloro che soffrono di solitudine elevata \u00e8 nettamente pi\u00f9 bassa (9% vs 25%) ed infine la quota di chi soffre di solitudine molto elevata \u00e8 perfettamente in linea con la media (18%). Al contrario, fra coloro che hanno una rete familiare estesa (composta da almeno otto familiari), la percentuale di chi soffre di solitudine lieve \u00e8 sopra la media di un solo punto percentuale (32% vs 31%), la quota di chi soffre di solitudine moderata \u00e8 sotto la media (20% vs 26%), quella di coloro che soffrono di solitudine elevata \u00e8 sopra la media (28% vs 25%), cos\u00ec come quella di chi soffre di solitudine molto elevata (20% vs 18%).<\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019estensione della rete familiare e il livello di solitudine delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF stretta (1-3)<\/td>\n<td width=\"15%\">27,3<\/td>\n<td width=\"15%\">45,5<\/td>\n<td width=\"15%\">9,1<\/td>\n<td width=\"15%\">18,2<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF media (4-7)<\/td>\n<td width=\"15%\">32,0<\/td>\n<td width=\"15%\">16,0<\/td>\n<td width=\"15%\">36,0<\/td>\n<td width=\"15%\">16,0<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF estesa (8+)<\/td>\n<td width=\"15%\">32,0<\/td>\n<td width=\"15%\">20,0<\/td>\n<td width=\"15%\">28,0<\/td>\n<td width=\"15%\">20,0<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il rapporto fra reti familiari di prossimit\u00e0 e senso di solitudine<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Osservazioni non troppo dissimili da quelle appena fatte emergono prendendo in considerazione i soli <em>familiari che vivono nella stessa citt\u00e0 delle persone anziane<\/em>, ovvero quelli con i quali, se non altro per ragioni di vicinanza, \u00e8 pi\u00f9 probabile che gli anziani abbiano un contatto diretto. Fra le persone che non hanno alcun familiare in citt\u00e0, la percentuale di coloro che soffrono di solitudine lieve \u00e8 s\u00ec nettamente pi\u00f9 bassa del valore medio (8% vs 31%), ma la quota di chi soffre di solitudine moderata \u00e8 molto pi\u00f9 alta (58% vs 26%), quella di coloro che soffrono di solitudine elevata \u00e8 pi\u00f9 bassa (17% vs 25%), cos\u00ec come quella di chi soffre di solitudine molto elevata (17% vs 18%). Fra le persone che hanno una rete familiare locale estesa (composta da almeno tre familiari), la percentuale di coloro che soffrono di solitudine lieve \u00e8 sopra la media (35% vs 31%) e la quota di chi soffre di solitudine elevata \u00e8 sotto la media (19% vs 25%). Tuttavia, la percentuale di coloro che soffrono di solitudine moderata \u00e8 pi\u00f9 bassa (19% vs 26%) e quella di chi soffre di solitudine molto elevata \u00e8 pi\u00f9 alta (26% vs 18%).<\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019estensione della rete familiare locale e il livello di solitudine delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">No RF locale<\/td>\n<td width=\"15%\">8,3<\/td>\n<td width=\"15%\">58,3<\/td>\n<td width=\"15%\">16,7<\/td>\n<td width=\"15%\">16,7<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF locale stretta (1-2)<\/td>\n<td width=\"15%\">34,5<\/td>\n<td width=\"15%\">20,7<\/td>\n<td width=\"15%\">34,5<\/td>\n<td width=\"15%\">10,3<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF locale estesa (3+)<\/td>\n<td width=\"15%\">35,5<\/td>\n<td width=\"15%\">19,4<\/td>\n<td width=\"15%\">19,4<\/td>\n<td width=\"15%\">25,8<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Non cambia quasi nulla neppure osservando la relazione fra la <em>quota di familiari che vivono nella stessa citt\u00e0 delle persone anziane<\/em> e la solitudine da esse percepita. Fermo restando quanto gi\u00e0 emerso sugli anziani che non hanno familiari in citt\u00e0, fra le persone che hanno una rete familiare di bassa prossimit\u00e0 (ovvero quelle la cui rete familiare locale non raggiunge la met\u00e0 della rete familiare totale), la percentuale di coloro che soffrono di solitudine moderata \u00e8 pi\u00f9 bassa del valore medio (18% vs 26%) e quella di chi soffre di solitudine elevata \u00e8 molto pi\u00f9 alta (39% vs 25%). Al contempo, tuttavia, la quota di coloro che soffrono di solitudine lieve \u00e8 in linea con la media (31%) e quella di chi soffre di solitudine molto elevata \u00e8 pi\u00f9 bassa (12% vs 18%). Fra le persone che hanno una rete familiare di alta prossimit\u00e0 (ovvero quelle la cui rete familiare locale supera la met\u00e0 della rete familiare totale), la percentuale di coloro che soffrono di solitudine lieve \u00e8 molto pi\u00f9 alta della media (41% vs 31%) e quella di chi soffre di solitudine elevata \u00e8 molto pi\u00f9 bassa (11% vs 25%), ma la quota di coloro che soffrono di solitudine moderata \u00e8 inferiore alla media (22% vs 26%) e quella di chi soffre di solitudine molto elevata \u00e8 pi\u00f9 alta (26% vs 18%).<\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019incidenza della rete familiare locale e il livello di solitudine delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">No RF locale<\/td>\n<td width=\"15%\">8,3<\/td>\n<td width=\"15%\">58,3<\/td>\n<td width=\"15%\">16,7<\/td>\n<td width=\"15%\">16,7<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF locale &lt;50%<\/td>\n<td width=\"15%\">30,3<\/td>\n<td width=\"15%\">18,2<\/td>\n<td width=\"15%\">39,4<\/td>\n<td width=\"15%\">12,1<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">RF locale &gt;50%<\/td>\n<td width=\"15%\">40,7<\/td>\n<td width=\"15%\">22,2<\/td>\n<td width=\"15%\">11,1<\/td>\n<td width=\"15%\">25,9<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<h3><em>Presenza dei figli e senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p>Un altro risultato interessante emerge osservando <em>la presenza (o l\u2019assenza) di figli\/e<\/em>, che per amore e\/o per (senso del) dovere dovrebbero essere una delle principali fonti di contatto di una persona anziana. Tuttavia, i figli non sembrano rappresentare una protezione contro il senso di solitudine. Fra coloro che li hanno, la percentuale di chi soffre di solitudine lieve \u00e8 s\u00ec superiore a quella di chi non li ha (32% vs 26%) e quella di chi soffre di solitudine elevata \u00e8 inferiore (24% vs 26%). Tuttavia, la quota di coloro che soffrono di solitudine moderata \u00e8 inferiore (24% vs 32%) e quella di chi soffre di solitudine molto elevata \u00e8 superiore (19% vs 16%). Se poi sommiamo le incidenze percentuali dei livelli di solitudine grave (elevata e molto elevata), vediamo che le percentuali sono quasi identiche fra i due gruppi di anziani, con una lieve prevalenza fra coloro che hanno figli\/e (43% vs 42%).<\/p>\n<p>Relazione fra la presenza di figli e il livello di solitudine delle persone anziane (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Solitudine molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">Figli e\/o figlie<\/td>\n<td width=\"15%\">32,1<\/td>\n<td width=\"15%\">24,5<\/td>\n<td width=\"15%\">24,5<\/td>\n<td width=\"15%\">18,9<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\">Nessun figlio e\/o figlia<\/td>\n<td width=\"15%\">26,3<\/td>\n<td width=\"15%\">31,6<\/td>\n<td width=\"15%\">26,3<\/td>\n<td width=\"15%\">15,8<\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"23%\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"15%\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em>Anziani e famiglie: aspettative, solitudine e differenze territoriali<\/em><\/h3>\n<p><em>La relazione parzialmente controintuitiva fra le caratteristiche della rete familiare delle persone anziane e i livelli di solitudine da esse percepiti pu\u00f2 essere spiegata proprio con il concetto di loneliness threshold<\/em>, come sembrerebbe emergere dalle interviste, in particolare da quelle condotte a Brescia e a Reggio Calabria (si veda sotto il box di approfondimento). Il confronto fra le due citt\u00e0 fa emergere forti differenze nelle aspettative che gli anziani ripongono rispetto alla presenza e al ruolo della famiglia nelle loro vite. A Brescia tali aspettative sono spesso piuttosto limitate, quando non del tutto assenti. Non ci si attende molto dai familiari, neppure dai figli, in quanto impegnati con il lavoro e\/o con la famiglia. Inoltre, \u00e8 possibile che la bassa prossimit\u00e0 familiare contribuisca a limitare ulteriormente le aspettative suddette: infatti, Brescia si contraddistingue per il numero pi\u00f9 alto di persone anziane che non hanno neppure la met\u00e0 dei familiari che vive in citt\u00e0. Nonostante questo, o forse proprio per questo, la grande maggioranza delle persone anziane di Brescia ritiene che la famiglia dimostri grande attenzione ai propri bisogni, esprimendo un notevole apprezzamento per quanto quest\u2019ultima riesce a fare nonostante tutto. A Reggio Calabria, al contrario, le aspettative delle persone anziane verso la famiglia sono spesso piuttosto elevate, e nonostante la diffusa presenza di reti familiari non solo estese, ma di carattere fortemente locale, e con le quali i contatti sono spesso quotidiani e face-to-face, tali aspettative risultano non di rado insoddisfatte e il senso di trascuratezza \u00e8 piuttosto diffuso. Riprendendo quanto emerso dalla letteratura, \u00e8 come se esistessero diverse \u201cloneliness threshold\u201d, una pi\u00f9 bassa a Brescia e una pi\u00f9 alta a Reggio Calabria.<\/p>\n<p>Box &#8211; Brescia e Reggio Calabria a confronto: le aspettative degli anziani soli rispetto alle proprie famiglie<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"50%\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Brescia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td width=\"50%\">&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Reggio Calabria<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"50%\">&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Certo che sono attenti. Pota [interiezione utilizzata nel Lombardo orientale, e in particolare nel Bergamasco e nel Bresciano, che rimarca stupore o enfatizza una reazione a un oggetto o situazione fuori dal comune] ma ormai ognuno ha la sua vita. Loro hanno la sua vita [\u2026], io ho la mia. Una volta ogni tanto ci troviamo per\u00f2\u2026 soprattutto a Natale o a Pasqua anche. [\u2026] l\u2019\u00e8 bel [espressione dialettale, riportata come \u00e8 stata pronunciata, che significa \u201c\u00e8 bello\u201d.] [ride]. Tutti gli anni \u00e8 cos\u00ec.&#8221; (LOM_BRE_02)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cio non pretendo che facciano pi\u00f9 di quel\u2026 quello che riesco a fare\u2026 \u201cguarda mamma che\u2026\u201d, \u201cascolta, quello che ho bisogno ve lo chiedo, fatevi prima la vostra famiglia, la vostra vita e il vostro lavoro\u201d, per\u00f2 certo come dico a mio figlio \u201cdovrei andare a prendere le ricette dalla dottoressa, oppure avrei bisogno di prenotare un&#8230;\u201d lui corre, lui corre.\u201d (LOM_BRE_06)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLe mie figlie senz\u2019altro. Quando ne ho bisogno, ci sono\u2026 ci son sempre. E dopo anche loro devo pensare che han la loro famiglia.\u201d (LOM_BRE_23)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cOgnuno deve farsi le cose da solo.\u201d (LOM_BRE_17)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<td width=\"50%\">&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cOgnuno [compresa la famiglia] pensa a s\u00e9 stesso.\u201d (CAL_REG_03)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNo, ognuno [i familiari dell\u2019intervistata] ha il suo mondo, le sue cose.\u201d (CAL_REG_15)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cmi sento mancata di rispetto\u2026 Mi mancano i miei figli\u2026\u201d (CAL_REG_13)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[L\u2019intervistata riflette.]<\/p>\n<p>INTERVISTORE: Se volete facciamo uscire fuori tutti [riferendosi ai familiari presenti, che potrebbero condizionare l\u2019intervistata].<\/p>\n<p>INTERVISTATA: \u201cGuardate, lei [l\u2019intervistata indica la figlia pi\u00f9 grande] non mi fa neanche il caff\u00e8 fa tutto suo marito, lui prepara anche da mangiare.\u201d (CAL_REG_13)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSi capiscono che sto male, non \u00e8 che non capiscono per\u00f2 questa \u00e8 la vita figlio mio\u2026 Chi li pu\u00f2 obbligare, ognuno ha la sua famiglia e ognuno ha le sue cose.\u201d (CAL_REG_19)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il progetto <em>INclusive AGEing in place<\/em> (IN-AGE) \u00e8 finanziato da Fondazione Cariplo (grant n. 2017-0941).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> A partire dalle interviste con gli anziani sono stati individuati quattro livelli di solitudine:<\/p>\n<p>1) \u201cNulla o lieve\u201d: la persona anziana non si sente sola o percepisce raramente un senso di solitudine.<\/p>\n<p>2) \u201cModerata\u201d: la persona anziana ogni tanto si sente sola, ma questa sensazione \u00e8 legata ad eventi contingenti (ad esempio, un giorno di pioggia), a determinati momenti della giornata o della settimana (ad esempio, la sera prima di andare a dormire o nel fine settimana), a definiti periodi dell\u2019anno (ad esempio, durante le principali festivit\u00e0), e quasi mai \u00e8 descritta come sensazione intensa.<\/p>\n<p>3) \u201cElevata\u201d: la persona anziana si sente spesso sola e questa sensazione \u00e8 intensa.<\/p>\n<p>4) \u201cMolto elevata\u201d: la persona anziana si sente spesso sola e questa sensazione \u00e8 cos\u00ec intensa da generare effetti psico-fisici percepibili: stati depressivi, insonnia, incapacit\u00e0 di trovare un senso alla propria vita e, in qualche raro caso, pensieri suicidi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Invecchiare a domicilio nei contesti urbani, primi risultati dell\u2019indagine sul campo di Stefania Cerea (Politecnico di Milano) In questa nota presentiamo in anteprima ulteriori risultati dell\u2019indagine che ha coinvolto 140 anziani che vivono soli a domicilio, intervistati da Nord a Sud, in tre citt\u00e0 (Brescia, Ancona, Reggio Calabria) e in tre \u201caree interne\u201d (Oltrep\u00f2 Pavese, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":3943,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[40,315,305],"class_list":["post-3942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-dal-laboratorio","tag-in-age","tag-reti-familiari","tag-solitudine"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3942"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3942\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3944,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3942\/revisions\/3944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}