{"id":4188,"date":"2021-01-26T14:52:24","date_gmt":"2021-01-26T13:52:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lps.polimi.it?p=4188"},"modified":"2021-01-26T18:50:58","modified_gmt":"2021-01-26T17:50:58","slug":"isolamento-sociale-e-senso-di-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=4188","title":{"rendered":"ISOLAMENTO SOCIALE E SENSO DI SOLITUDINE"},"content":{"rendered":"<p>Invecchiare a domicilio nei contesti urbani, primi risultati dell\u2019indagine sul campo<br \/>\n<strong>di Stefania Cerea (Politecnico di Milano)<br \/>\n<\/strong><em>(la foto della cover \u00e8 un dipinto di Daniele Rallo).<\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><em>In questa nota presentiamo in anteprima ulteriori risultati dell\u2019indagine che ha coinvolto 140 anziani che vivono soli a domicilio, intervistati da Nord a Sud, in tre citt\u00e0 (Brescia, Ancona, Reggio Calabria) e in tre \u201caree interne\u201d (Oltrep\u00f2 Pavese, Appennino Basso Pesarese e Anconetano, Grecanica). In particolare, ci focalizzeremo sui contesti urbani (dove sono stati intervistati 72 anziani, fra maggio e dicembre 2019), affrontando un altro dei temi cardine del progetto IN-AGE: il rapporto tra isolamento sociale e senso di solitudine<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em>Quale relazione tra l\u2019isolamento sociale e il senso di solitudine?<\/em><\/h3>\n<p>In una precedente nota abbiamo introdotto due concetti fondanti del programma di ricerca IN-AGE, l\u2019isolamento sociale e il senso di solitudine<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. L\u2019<em>isolamento sociale<\/em> \u00e8 definito dalle principali caratteristiche della rete di persone con le quali la persona anziana intrattiene un rapporto di confidenza (ampiezza, composizione, prossimit\u00e0 fisica, frequenza e modalit\u00e0 dei contatti con i confidenti). Invece, il <em>senso di <\/em><em>solitudine<\/em> (definito <em>loneliness<\/em> nella letteratura internazionale) \u00e8 una condizione soggettiva, data dalla solitudine percepita dall\u2019anziano.<\/p>\n<p><em>Quale relazione esiste tra il grado e il tipo di isolamento sociale sperimentato dalle persone anziane e il livello di solitudine che percepiscono?<\/em> Ci si aspetterebbe che gli anziani privi di confidenti, oppure che ne hanno pochi, e magari lontani, o con i quali non hanno rapporti frequenti o di persona, tendano a sentirsi soli. Ma di fatto non sempre ci\u00f2 avviene e neppure avviene sempre il contrario. Infatti, come mostra la letteratura sul tema, nel dar forma alla relazione fra questi due concetti un ruolo cruciale ricoprono le aspettative che le persone anziane nutrono rispetto alle relazioni sociali. Cos\u00ec, possono esserci anziani \u201coggettivamente\u201d isolati sul piano sociale, i quali tuttavia non si sentono soli, e viceversa.<\/p>\n<p><em>Cosa emerge dall\u2019indagine condotta nel progetto IN-AGE, in particolare nei contesti urbani (Brescia, Ancona e Reggio Calabria)?<\/em> L\u2019isolamento sociale e il senso di solitudine viaggiano sempre di pari passo oppure no? E quali prime ipotesi possiamo proporre per provare a spiegare quanto osservato?<\/p>\n<h3><em>La relazione fra l\u2019estensione della rete di confidenti e il senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p><em>La relazione fra l\u2019estensione della rete dei confidenti delle persone anziane intervistate e i livelli di solitudine da esse percepit<\/em><em>i \u00e8 piuttosto evidente, e questo conferma quanto emerso dalla letteratura sull\u2019importanza della qualit\u00e0 della relazione. Tuttavia, avere un numero pi\u00f9 ampio di confidenti non sembra proteggere in misura rilevante dal rischio di loneliness.<\/em> Fra le persone che non hanno alcun confidente, la percentuale di coloro che soffrono di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 bassa (22%), mentre quella di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 la pi\u00f9 alta (33%, quasi il doppio del dato medio). Invece, fra coloro che hanno almeno quattro confidenti, la percentuale di chi soffre di loneliness lieve \u00e8 s\u00ec la pi\u00f9 elevata (35%), ma quella di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 superiore alla media, seppur di poco (26% vs 25%), e quella di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 sotto la media di soli due punti percentuali (16% vs 18%), ed \u00e8 peraltro uguale a quella di chi ha meno confidenti. <em>Dunque, \u00e8 presumibile che le relazioni di confidenza, essendo fortemente espressive, siano in grado di limitare il senso di solitudine anche se non particolarmente numerose.<\/em><\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019estensione della rete di confidenti e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"215\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"95\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"215\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"94\">22,2<\/td>\n<td width=\"94\">33,3<\/td>\n<td width=\"94\">11,1<\/td>\n<td width=\"95\">33,3<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"215\">Da 1 a 3 confidenti<\/td>\n<td width=\"94\">28,1<\/td>\n<td width=\"94\">28,1<\/td>\n<td width=\"94\">28,1<\/td>\n<td width=\"95\">15,6<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"215\">4 o pi\u00f9 confidenti<\/td>\n<td width=\"94\">35,5<\/td>\n<td width=\"94\">22,6<\/td>\n<td width=\"94\">25,8<\/td>\n<td width=\"95\">16,1<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"215\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"95\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><em>La relazione fra la rete di confidenti familiari e il senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p><em>Se si considerano i soli confidenti che appartengono alla rete familiare, la relazione con il senso di solitudine sussiste nel caso di loneliness lieve, ma si va stemperando al crescere del livello di solitudine percepita.<\/em> Fra le persone che non hanno alcun familiare fra i loro confidenti, la percentuale di coloro che soffrono di loneliness lieve \u00e8 inferiore alla media di quattro punti percentuali (27% vs 31%), mentre quella di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 superiore alla media, ma solo di due punti (20% vs 18%), ed \u00e8 peraltro uguale a quella di coloro che hanno almeno tre familiari fra i loro confidenti. Fra questi ultimi, si osserva la quota pi\u00f9 elevata di persone che soffrono di loneliness lieve (35%), mentre la percentuale di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 in linea con la media (25%). <em>Questo risultato sembra confermare quanto emerso dall\u2019analisi della relazione fra reti familiari nel loro complesso e senso di solitudine, presentata in un\u2019altra nota<\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019estensione della rete di confidenti familiari e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"221\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"50\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"221\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"93\">22,2<\/td>\n<td width=\"93\">33,3<\/td>\n<td width=\"93\">11,1<\/td>\n<td width=\"93\">33,3<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"221\">Nessun confidente familiare<\/td>\n<td width=\"93\">26,7<\/td>\n<td width=\"93\">40,0<\/td>\n<td width=\"93\">13,3<\/td>\n<td width=\"93\">20,0<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"221\">Da 1 a 2 confidenti familiari<\/td>\n<td width=\"93\">32,1<\/td>\n<td width=\"93\">21,4<\/td>\n<td width=\"93\">35,7<\/td>\n<td width=\"93\">10,7<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"221\">3 o pi\u00f9 confidenti familiari<\/td>\n<td width=\"93\">35,0<\/td>\n<td width=\"93\">20,0<\/td>\n<td width=\"93\">25,0<\/td>\n<td width=\"93\">20,0<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"221\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"93\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"50\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p><em>La relazione scompare del tutto se si considera il peso dei familiari nella rete di confidenti delle persone anziane intervistate <\/em><em>(ovvero l\u2019intensit\u00e0 familiare di tale rete)<\/em><em>.<\/em> Fra le persone i cui familiari rappresentano la minoranza dei confidenti, la percentuale di coloro che soffrono di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 alta (39%), mentre quella di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 la pi\u00f9 bassa (11%). Sul versante opposto, fra le persone che hanno solo familiari come confidenti, la quota di coloro che soffrono di loneliness lieve \u00e8 pi\u00f9 bassa della media (25% vs 31%), quella di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 pi\u00f9 alta (31% vs 25%), e quella di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 poco sopra la media (19% vs 18%).<\/p>\n<p>Relazione fra la % di familiari nella rete dei confidenti e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"643\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"218\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"94\">22,2<\/td>\n<td width=\"94\">33,3<\/td>\n<td width=\"94\">11,1<\/td>\n<td width=\"94\">33,3<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">Nessun confidente familiare<\/td>\n<td width=\"94\">26,7<\/td>\n<td width=\"94\">40,0<\/td>\n<td width=\"94\">13,3<\/td>\n<td width=\"94\">20,0<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">Familiari in minoranza (&lt;50%)<\/td>\n<td width=\"94\">38,9<\/td>\n<td width=\"94\">11,1<\/td>\n<td width=\"94\">38,9<\/td>\n<td width=\"94\">11,1<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">Familiari in maggioranza (60-83%)<\/td>\n<td width=\"94\">35,7<\/td>\n<td width=\"94\">28,6<\/td>\n<td width=\"94\">21,4<\/td>\n<td width=\"94\">14,3<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">Solo familiari<\/td>\n<td width=\"94\">25,0<\/td>\n<td width=\"94\">25,0<\/td>\n<td width=\"94\">31,3<\/td>\n<td width=\"94\">18,8<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"94\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p>Il forte indebolirsi della relazione fra l\u2019isolamento sociale e il senso di solitudine che si osserva passando dal considerare l\u2019intera rete di confidenti delle persone anziane intervistate al considerare la sola rete di confidenti familiari, ma soprattutto la sua intensit\u00e0 sulla rete dei confidenti, \u00e8 forse imputabile all\u2019importanza del mix di rete. Ovvero, <em>\u00e8 possibile che un mix di confidenti, familiari e non, consenta alla persona anziana di esprime un ventaglio pi\u00f9 ampio e diversificato di confidenze. Come emerso dalle interviste, alcuni anziani non si confidano con i familiari, perlomeno non sempre, poich\u00e9 questi ultimi sono gi\u00e0 a conoscenza dei loro problemi, oppure perch\u00e9 esistono argomenti che gli anziani preferiscono non affrontare con loro (in quanto pensano di non essere compresi, perch\u00e9 alcune confidenze non si possono fare ai familiari, perch\u00e9 temono di farli preoccupare, e cos\u00ec via), oppure ancora perch\u00e9 gli anziani non hanno un buon rapporto con loro. C\u2019\u00e8 anche chi preferisce confidarsi con persone per lo pi\u00f9 sconosciute.<\/em><\/p>\n<p><strong>INTERVISTATRICE: E non si confida mai con i suoi figli? Se ha voglia di parlare non\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCosa goi de cuntat chi? [espressione dialettale, riportata come \u00e8 stata pronunciata, che significa \u201cCosa ti devo raccontare?\u201d (domanda rivolta al figlio, presente all\u2019intervista).\u201d, \u201cAdesso ho trovato una signora in ospedale che poverina quando mi sente \u00e8 tutta felice \u201cEh Giulia che piacere, l\u2019aspettavo\u201d e ci raccontiamo la vita per telefono\u201d (LOM_BRE_01)<\/p>\n<p>\u201cA mio figlio non gli posso raccontare niente, perch\u00e9 dopo si arrabbia. Lui quando sto male si arrabbia.\u201d, \u201cCon lei [un\u2019amica] mi trovo meglio che non le altre, anche lei c\u2019ha i nipoti, sai quelle persone molto occupate, poi anche lei fa volontariato. Con lei una telefonata riesco anche a dirle qualcosa.\u201d (MAR_ANC_03)<\/p>\n<p>[Alle figlie] \u201cnon si pu\u00f2 dire pi\u00f9 di tanto\u201d. [La signora aveva un\u2018amica abbastanza \u201cstretta\u201d, ma ora si vedono e si sentono di rado]: \u201cquesta amica c\u2019ha una grossa famiglia, io non ce l\u2019ho pi\u00f9. Ecco. Prima andavamo al mare, insomma ecco. Eravamo molto pi\u00f9 strette, ecco.\u201d (MAR_ANC_07)<\/p>\n<p>\u201cAi miei nipoti dico quello che posso\u201d, \u201cC\u2019\u00e8 la signora Tota, la mia amica. Lei mi d\u00e0 affetto, sicurezza.\u201d (CAL_REG_17)<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec! Per l\u2019amor di dio. Tante cose io non le racconto neanche a loro [i familiari dell\u2019intervistata]. [\u2026] anche se per caso mi fa male la testa, per dirle: \u201cStai bene?\u201d, \u201cS\u00ec s\u00ec, benissimo.\u201d. Io ho fatto l\u2019esempio della testa, che non ho mai il mal di testa. Per\u00f2 se ho anche qualche cosa cos\u00ec, un po\u2019 di malessere, che mi chiedono\u2026 quando mi chiama mia sorella: \u201cStai bene? Hai dormito?\u201d, \u201cS\u00ec s\u00ec, benissimo.\u201d.\u201d (LOM_BRE_24)<\/p>\n<p>\u201cNon sono tanto contento di confidarmi con quello o con quell\u2019altro, perch\u00e9 non tutti sono sinceri\u2026 io per primo! Con tutti intanto bisogna stare attenti, la famiglia prima di tutti\u2026\u201d (MAR_ANC_19)<\/p>\n<p>\u201cIo confidarmi? Non mi confido! Mi confido con delle persone che non conosco, perch\u00e9 non le vedo pi\u00f9!\u201d<\/p>\n<p><strong>INTERVISTATRICE: Ad esempio?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lei.&#8221; (LOM_BRE_17)<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge quanto osservato al principio sulle aspettative delle persone anziane nei confronti delle reti sociali. Come sembra logico attendersi, e come sembra emergere dalle interviste, <em>le aspettative che gli anziani ripongono rispetto alla presenza e al ruolo di amici e vicini sono inferiori a quelle che ripongono nei confronti dei familiari. Dunque, il tempo che i primi dedicano loro non viene dato per scontato, ed \u00e8 quindi particolarmente apprezzato<\/em>.<\/p>\n<p>\u201c\u00e8 anche normale che gli altri [l\u2019intervistata intende i non familiari], come dice il proverbio, prima per s\u00e9 poi per gli altri. E capisci ancora, se un piacere lo chiedi una volta, il giorno dopo ci devi pensare un attimo.\u201d (MAR_ANC_10)<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, s\u00ec. No per quello \u00e8 un gran brava [l\u2019intervistata si riferisce a un\u2019amica]. Si \u00e8 anche affezionata a me.\u201d, \u201cma non pu\u00f2 fermarsi tanto perch\u00e9 anche lei ha i suoi impegni. [&#8230;] \u00c8 gi\u00e0 tanto quello che fa.\u201d (LOM_BRE_11)<\/p>\n<p>\u201cLe amiche quello mi dicono \u201cse hai bisogno chiama\u201d che veramente non c\u2019\u00e8 stata una volta che ho chiamato che non mi hanno risposto immediatamente, diciamo. La volontaria\/amica UNITALSI viene tutti i gioved\u00ec. Gioved\u00ec scorso non ha potuto per motivi suoi, familiari, \u00e8 venuta due giorni prima. Comunque non tralascia.\u201d (MAR_ANC_1)<\/p>\n<p>\u201cAlcuni s\u00ec. S\u00ec s\u00ec, non tutti ma gli amici pi\u00f9 vicini s\u00ec. Non tutti, \u00e8 vero, perch\u00e9 ognuno ha i suoi problemi. C\u2019\u00e8 chi ce li ha pi\u00f9 grossi di me. Quando si arriva ad un\u2019et\u00e0 i problemi ci sono.\u201d (CAL_REG_06)<\/p>\n<h3><em>La relazione fra la rete di confidenza locale e il senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p><em>Fra l\u2019estensione della rete dei confidenti che vivono nella stessa citt\u00e0 delle persone anziane intervistate e i livelli di solitudine da esse percepiti, sembra esserci una relazione, ma non nel caso di loneliness molto elevata.<\/em> Tralasciando le persone che non hanno confidenti locali (si tratta solo di quattro persone, di cui tre soffrono di loneliness moderata), e confrontando coloro che hanno uno o due confidenti locali con coloro che ne hanno almeno tre, tra i primi la percentuale di chi soffre di loneliness lieve \u00e8 decisamente inferiore (29% vs 39%), mentre la quota di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 molto superiore (32% vs 23%). Tuttavia, \u00e8 tra le persone con pi\u00f9 confidenti locali che si osserva la quota maggiore di loneliness molto elevata (19% vs 14%).<\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019estensione della rete dei confidenti locali e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"204\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"97\">22,2<\/td>\n<td width=\"97\">33,3<\/td>\n<td width=\"97\">11,1<\/td>\n<td width=\"97\">33,3<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">Nessun confidente locale<\/td>\n<td width=\"97\">0,0<\/td>\n<td width=\"97\">75,0<\/td>\n<td width=\"97\">25,0<\/td>\n<td width=\"97\">0,0<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">Da 1 a 2 confidenti locali<\/td>\n<td width=\"97\">28,6<\/td>\n<td width=\"97\">25,0<\/td>\n<td width=\"97\">32,1<\/td>\n<td width=\"97\">14,3<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">3 o pi\u00f9 confidenti locali<\/td>\n<td width=\"97\">38,7<\/td>\n<td width=\"97\">19,4<\/td>\n<td width=\"97\">22,6<\/td>\n<td width=\"97\">19,4<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p><em>Osservando il peso dei confidenti locali nella rete di confidenti delle persone anziane intervistate (ovvero l\u2019intensit\u00e0 locale di tale rete), emerge lo stesso risultato.<\/em> Fra le persone con meno della met\u00e0 dei confidenti che vivono nella stessa citt\u00e0, la percentuale di chi soffre di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 bassa (22%), mentre quella di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 la pi\u00f9 alta (44%). Al contrario, fra le persone con oltre l\u201980% di confidenti locali, la percentuale di chi soffre di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 alta (34%), mentre quella di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 la pi\u00f9 bassa (20%). Tuttavia, \u00e8 in questo gruppo di anziani che si osserva la quota pi\u00f9 alta di chi soffre di loneliness molto elevata (26%).<\/p>\n<p>Relazione fra la % di confidenti locali nella rete dei confidenti e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"643\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"227\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"91\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"50\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"227\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"91\">22,2<\/td>\n<td width=\"92\">33,3<\/td>\n<td width=\"92\">11,1<\/td>\n<td width=\"92\">33,3<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"227\">Confidenti locali poco presenti (&lt;45%)<\/td>\n<td width=\"91\">22,2<\/td>\n<td width=\"92\">33,3<\/td>\n<td width=\"92\">44,4<\/td>\n<td width=\"92\">0,0<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"227\">Confidenti locali presenti (50-80%)<\/td>\n<td width=\"91\">31,6<\/td>\n<td width=\"92\">31,6<\/td>\n<td width=\"92\">31,6<\/td>\n<td width=\"92\">5,3<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"227\">Confidenti locali molto presenti (&gt;80%)<\/td>\n<td width=\"91\">34,3<\/td>\n<td width=\"92\">20,0<\/td>\n<td width=\"92\">20,0<\/td>\n<td width=\"92\">25,7<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"227\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"91\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"50\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<h3><em>La relazione fra la rete di confidenti quotidiani o face-to-face e il senso di solitudine<\/em><\/h3>\n<p><em>L\u2019estensione della rete di confidenti coi quali le persone anziane intervistate intrattengono contatti quotidiani sembra piuttosto importante per ridurre il rischio di solitudine percepita, anche quando quest\u2019ultima si presenta nella sua forma pi\u00f9 acuta.<\/em> Fra le persone che non si confidano quotidianamente con nessuno, la percentuale di coloro che soffrono di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 bassa (20%), mentre quella di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 la pi\u00f9 alta (20%). Al contrario, fra le persone che hanno almeno tre confidenti quotidiani, la percentuale di coloro che soffrono di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 alta (53%), mentre quella di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 la pi\u00f9 bassa (23%), cos\u00ec come quella di chi soffre di loneliness molto elevata (12%).<\/p>\n<p>Relazione fra l\u2019estensione della rete di confidenti con contatti quotidiani e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"226\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"50\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"92\">22,2<\/td>\n<td width=\"92\">33,3<\/td>\n<td width=\"92\">11,1<\/td>\n<td width=\"92\">33,3<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">0 confidenti quotidiani<\/td>\n<td width=\"92\">20,0<\/td>\n<td width=\"92\">33,3<\/td>\n<td width=\"92\">26,7<\/td>\n<td width=\"92\">20,0<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">1 confidente quotidiano<\/td>\n<td width=\"92\">23,5<\/td>\n<td width=\"92\">29,4<\/td>\n<td width=\"92\">29,4<\/td>\n<td width=\"92\">17,6<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">2 confidenti quotidiani<\/td>\n<td width=\"92\">30,8<\/td>\n<td width=\"92\">23,1<\/td>\n<td width=\"92\">30,8<\/td>\n<td width=\"92\">15,4<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\">3+ confidenti quotidiani<\/td>\n<td width=\"92\">52,9<\/td>\n<td width=\"92\">11,8<\/td>\n<td width=\"92\">23,5<\/td>\n<td width=\"92\">11,8<\/td>\n<td width=\"50\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"226\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"92\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"50\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<p><em>Invece, la relazione fra l\u2019estensione della rete di confidenti coi quali le persone anziane intervistate intrattengono contatti face-to-face e i livelli di solitudine da esse percepiti non \u00e8 cos\u00ec evidente.<\/em> Solo una delle 72 persone intervistate non ha confidenti con i quali ha rapporti di persona, e il suo livello di loneliness \u00e8 moderato. Fra le persone che hanno un confidente face-to-face, la percentuale di coloro che soffre di loneliness lieve \u00e8 la pi\u00f9 bassa (18%), quella di chi soffre di loneliness elevata \u00e8 la pi\u00f9 alta (41%), mentre la quota di chi soffre di loneliness molto elevata \u00e8 di nuovo la pi\u00f9 bassa (12%). Tra coloro che hanno due confidenti face-to-face, l\u2019unico dato di rilievo \u00e8 la quota di chi soffre di loneliness moto elevata (22%), la pi\u00f9 alta. Mentre tra coloro che hanno almeno tre confidenti face-to-face, il dato rilevante \u00e8 la quota di chi soffre di loneliness elevata, superiore alla media (30% vs 25%).<\/p>\n<p>Relazione fra il numero di confidenti con contatti face-to-face e il livello di loneliness delle persone anziane intervistate (distribuzione percentuale)<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"204\"><strong>\u00a0<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness lieve<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness moderata<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>Loneliness molto elevata<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">Nessun confidente<\/td>\n<td width=\"97\">22,2<\/td>\n<td width=\"97\">33,3<\/td>\n<td width=\"97\">11,1<\/td>\n<td width=\"97\">33,3<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">0 confidenti face-to-face<\/td>\n<td width=\"97\">0,0<\/td>\n<td width=\"97\">100,0<\/td>\n<td width=\"97\">0,0<\/td>\n<td width=\"97\">0,0<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">1 confidente face-to-face<\/td>\n<td width=\"97\">17,6<\/td>\n<td width=\"97\">29,4<\/td>\n<td width=\"97\">41,2<\/td>\n<td width=\"97\">11,8<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">2 confidenti face-to-face<\/td>\n<td width=\"97\">33,3<\/td>\n<td width=\"97\">33,3<\/td>\n<td width=\"97\">11,1<\/td>\n<td width=\"97\">22,2<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\">3+ confidenti face-to-face<\/td>\n<td width=\"97\">40,7<\/td>\n<td width=\"97\">14,8<\/td>\n<td width=\"97\">29,6<\/td>\n<td width=\"97\">14,8<\/td>\n<td width=\"49\">100,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"204\"><strong>Totale<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>30,6<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>26,4<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>25,0<\/strong><\/td>\n<td width=\"97\"><strong>18,1<\/strong><\/td>\n<td width=\"49\"><strong>100,0<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>Fonte<\/em>: elaborazioni su dati indagine IN-AGE (72 interviste con anziani, periodo maggio-dicembre 2019).<\/p>\n<h3><em>Conclusioni<\/em><\/h3>\n<p>In sostanza, per ridurre il rischio di loneliness fra gli anziani che vivono soli sembrerebbe emergere l\u2019importanza di avere una rete di confidenti, anche non numerosa, ma caratterizzata da un certo mix (ovvero composta non solo da familiari, ma anche da amici o semplici conoscenti). Inoltre, sembrerebbe rilevante avere una rete di confidenti locali e con i quali intrattenere contatti quotidiani, due fattori che potrebbero essere legati l\u2019uno all\u2019altro, poich\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 semplice avere relazioni giornaliere con persone che abitano nella stessa citt\u00e0. Tuttavia, se cos\u00ec fosse, anche la rete di confidenti locali con i quali intrattenere contatti face-to-face dovrebbe ricoprire la stessa importanza, mentre sembrerebbe essere cos\u00ec solo in parte. \u00c8 possibile che il diffuso utilizzo del cellulare (tre persone anziane su quattro lo sanno usare autonomamente), e il non trascurabile utilizzo di mezzi di comunicazione digitali (che interessa un anziano su quattro), abbiano reso meno indispensabile il contatto face-to-face, semplificando al contempo il contatto quotidiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il progetto <em>INclusive AGEing in place<\/em> (IN-AGE) \u00e8 finanziato da Fondazione Cariplo (grant n. 2017-0941).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=3902\">https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=3902<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=3942\">https:\/\/www.lps.polimi.it\/?p=3942<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Invecchiare a domicilio nei contesti urbani, primi risultati dell\u2019indagine sul campo di Stefania Cerea (Politecnico di Milano) (la foto della cover \u00e8 un dipinto di Daniele Rallo). 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