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Come si risponde in Italia a questi bisogni dell’età fragile?

Come si risponde nel nostro paese ai bisogni di cura e di assistenza della popolazione anziana fragile? Principalmente attraverso due “leve”: le reti familiari (in primis le donne, con un impiego significativo anche di lavoratori stranieri, le “badanti”) e la permanenza a domicilio.

Abbiamo quella che in letteratura è stata definita da Saraceno come una familizzazione di “default”, cioè una delega sostanzialmente in bianco alle famiglie nel farsi carico dei bisogni di cura e di assistenza della popolazione anziana fragile, anche a fronte di politiche pubbliche estremamente residuali (vedi figura sotto) e principalmente improntate su trasferimenti monetari (come l’indennità di accompagnamento).

Un aspetto che ha favorito una forte espansione del lavoro di cura delle badanti, in larga parte in condizioni di irregolarità. Le stime IRS indicano in oltre 800 mila il totale delle badanti in Italia regolari e irregolari, di cui solo il 45% regolari e con contratto di lavoro (vedi sotto infografica: https://welforum.it/il-punto/la-badante-non-basta-piu/badanti-in-italia/).

Source: OECD Health Statistics 2015, http://dx.doi.org/10.1787/888933281419

La permanenza a domicilio dell’anziano è spesso la soluzione che più intercetta la preferenza delle famiglie e degli stessi anziani.

Vivere nella propria casa, e nella vicinanza dei propri familiari, favorisce indubbiamente una migliore qualità della vita e rappresenta una barriera ai rischi di isolamento ed abbandono.

Tuttavia, quando si presentano elementi di limitazione, fragilità e non autosufficienza il rischio spesso è anche quello della mancanza di adeguatezza nella risposta a bisogni complessi (si pensi alle demenze e alle malattie neurodegenerative) che possono richiedere anche una copertura h24, nonché quello di stress, limitazioni per i caregiver (in primis le donne e le badanti). Inoltre, non sempre la permanenza a domicilio dell’anziano si accompagna alla presenza di quelle pre-condizioni minime necessarie affinché la stessa possa essere sostenibile, come nel caso degli anziani soli e/o che vivono in contesti abitativi con forti problematicità.

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